“Sì, tuona o cielo… Imperversate o turbini…”

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“Sì, tuona o cielo… Imperversate o turbini…” recita Edgardo nel vortice d’emozioni della torre di Wolferag in “Lucia di Lammermoor”…. No! Non è la tempesta annunciata della farsa che alcuni mesi or sono vedeva protagonisti un’Orchestra e un Coro del Teatro dell’Opera che si dicevano licenziati con il “placet” del ministero, da un Campidoglio incompetente e da una sovrintendenza giustizialista … La stagione del Massimo romano si è fatta ed è in corso e la produzione del capolavoro di Donizetti (aprile 2015) ne è uno dei punti di forza. Orchestra e Coro, non più “licenziandi” a dimostrare quel che sembrava non si volesse capire, ovvero che le masse sono il cuore pulsante di un teatro d’Opera, ancor più se Fondazione e questi organismi quando ben guidati possono fare la differenza.

Gaetano Donizetti
Gaetano Donizetti

E così è stato con direttore e concertatore Roberto Abbado e con il maestro del coro Roberto Gabbiani. L’orchestra come non mai sotto la bacchetta dell’elegante, sensibile direttore ha vibrato con intensità espressiva. Tutto era esatto, nei tempi, nelle dinamiche, nelle accurate sfumature espressive; allo stesso tempo attento e partecipe alle esigenze vocali in quella fusione di un dialogo continuo fra palcoscenico e strumentazione dove le emozioni di tanto amore, tradimento e una iniziale oppressione di “ragion di stato”, si alternano scambievolmente in un discorso ricorrente e in un linguaggio, quello donizettiano, che da questo momento in poi segnerà l’evoluzione del melodramma italiano. Il bailamme di un universo tumultuoso accompagna l’alienazione di una mente che ritrova la sua armonia solo nei ricordi di un sentimento negato e il reintegro in orchestra della glassarmonica nella scena della “Pazzia” è stato episodio tra i più mirabili e coinvolgenti. Suggestione appassionante grazie anche all’interpretazione di uno dei due soprani previsti nell’avvicendarsi delle recite romane, il soprano Maria Grazia Schiavo, una giovane cantante che ha percorso le strade del Barocco e di quella che nacque come Nuova Compagnia del Canto Popolare; che di queste esperienze ha fatto scuola per affrontare questo impegnativo ruolo nel quale si è calata con sicurezza, passione e senza mai travalicare quei limiti che da esigenze belcantistiche sono traboccanti d’espressività romantica. Edgardo per eccellenza è il tenore spagnolo José Bros che dalla sua esperienza fa scaturire naturalezza e aderenza al personaggio. Sempre elegante, vocalmente generoso, partecipe.

Il Tenore José Bros col Maestro Vincenzo Grisostomi Travaglini dopo la Generale di "Lucia di Lammermoor", Teatro Costanzi, Roma, 29 Marzo 2015
Il Tenore José Bros col Maestro Vincenzo Grisostomi Travaglini dopo la Generale di “Lucia di Lammermoor”, Teatro dell’Opera di Roma, 29 Marzo 2015

Titolari dei due ruoli protagonistici sono, da citare, il tenore Stefano Secco e il soprano Jessica Pratt di cui hanno avuto modo di parlare le cronache romane. Con loro il baritono Marco Caria che probabilmente avrebbe trovato una ragione del suo personaggio con maggiore attenzione propria o dello staff responsabile di palcoscenico. Questa presentata all’Opera è stata una versione di “Lucia di Lammermoor” che si potrebbe definire filologica se queste termine sempre più non venisse equivocato con una inaridita aderenza al testo originario, bensì lo è stata nello spirito di ricreare musicalmente e nell’ambiente quelle intenzioni di quell’autore e di quel momento culturale che in quanto tale trascende l’epoca. Per rendere questo nella sua compiutezza si deve avere una compagnia adeguata in ogni sua parte e il basso Carlo Cigni (Raimondo) così come il secondo tenore Alessandro Liberatore (Arturo) erano ben lontani da un più coerente discorso d’insieme. Bene il Normanno di Andrea Giovannini. Complesso il ruolo che si è voluto attribuire ad Alisa (Simge Büyükedes) che in quest’opera di “lontananze”, per scelta scenica era una suora indifferente. Questo, dell’indifferenza, era il problema scenico di questa produzione, ovvero quello di un palcoscenico anonimo, grigio, impersonale. L’allestimento era stato affidato al genio di Luca Ronconi che come è noto è venuto a mancare lo scorso febbraio. Il progetto era stato, probabilmente, abbozzato e la realizzazione è stata affidata dopo la sua scomparsa a quello che è lecito pensare fosse il gruppo di lavoro voluto da Ronconi. Il risultato è stato deludente! Neanche un ricordo dell’arte ronconiana in una produzione che ricordava vagamente passati successi del celebre regista, ad esempio i “Dialoghi delle Carmelitane” di Georges Bernanos (1988) con le pareti ed elementi scenici intercambiabili e sarebbero possibili tanti altri riferimenti, relegati ahimè in una nostalgica, involontaria rievocazione avulsa da una qualsiasi attinenza con un progetto legato ad una nuova proposta. Ancora … si vedevano sbarre con dietro coristi in veste d’ “impazienti” in ospedale psichiatrico, ai lati della scena ancora una volta pubblico dell’epoca con costumi che si sarebbero detti di repertorio verdiano e pur sempre tristemente grigi; scenografia inutilmente macchinosa; luci rigidamente monocrome e crepuscolari, nessun intervento significativo che si potrebbe definire registico. Uno spettacolo, in conclusione, contraddittorio dove l’aspetto musicale ha trionfato, a differenza di quello visivo. Ricorderemo Ronconi per ben altri meriti! Per l’Opera di Roma il futuro è sempre nella speranza …

Vincenzo Grisostomi Travaglini

Lucia_Sextet

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Concerto del tenore Shoichi Nobuyasu, Campidoglio, Sala della Protomoteca, 14 Aprile 2014

Roma Capitale

Campidoglio, Sala della Protomoteca – 14 aprile 2014.

Avvenimento d’eccezione quello ospitato la scorsa primavera nella sala della Protomoteca del Campidoglio a Roma con il tenore Shoichi Nobuyasu, che ha proposto un concerto “dal Barocco alla Canzone napoletana” , intramezzato da rare, struggenti melodie giapponesi.

Sempre apprezzata all’estero, la cultura italiana ha trovato in Giappone un particolare coinvolgimento e Shoichi Nobuyasu, sensibile interprete, è stato anche attento ambasciatore per un incontro privilegiato tra le due culture. A lui si devono molte iniziative prestigiose, come l’aver promosso tournée di teatri d’Opera italiani a Tokyo e in altre importanti città del Sol Levante. Molti i progetti realizzati in Italia e in Vaticano, tra cui nel 1995, indimenticabile, l’aver progettato presso l’Aula Paolo VI il “Concerto per la Pace” a cura del Comitato  Internazionale per il cinquantenario del bombardamento su Hiroshima e Nagasaki.

Per applaudirne l’arte vocale, ma anche riconoscenti per il suo appassionato impegno nel mondo della cultura, la Sala della Protomoteca era gremita da un pubblico attento e prestigioso tra cui L’Ambasciatore del Giappone in Italia Masaharu Kohno, l’Ambasciatore del Giappone presso la Santa Sede Teruaki Nagasaki e moltissime altre personalità, amici e ammiratori. Presente per il Sud-Est Asiatico S.A.R. il Principe Sisowath Ravivaddhana Monipong della Casa Reale di Cambogia. Dopo gl’immancabili bis, tra gli applausi del pubblico, in rappresentanza di Roma Capitale a cui si deve l’iniziativa è stato offerto a Shoichi Nobuyasu un attestato di benemerenza per l’attività svolta sia quale interprete, sia quale promotore e divulgatore della musica italiana. Il tenore è stato successivamente festeggiato presso il ristorante Hamasei, tra i primi se non il primo locale, sin dal 1974, a far conoscere a Roma le prelibatezze nipponiche e oggi tra i più apprezzati d’Europa.

 Vincenzo Grisostomi Travaglini

Il Tenore Schoichi Nobuyasu nella Sala della Protomoteca, Campidoglio, Roma
Il Tenore Schoichi Nobuyasu nella Sala della Protomoteca, Campidoglio, Roma
Il Principe Sisowath Ravivaddhana Monipong insieme al Marchese Vincenzo Grisostomi Travaglini, ascoltando il Tenore Schoichi Nobuyasu
Il Principe Sisowath Ravivaddhana Monipong insieme al Marchese Vincenzo Grisostomi Travaglini, ascoltando il Tenore Schoichi Nobuyasu
Sua Eccellenza l’Ambasciatore del Giappone in Italia, Masaharu Kohno e consorte, vicino a Sua Eccellenza l’Ambasciatore del Giappone presso la Santa Sede, Teruaki Nagasaki in occasione del concerto del Tenore Shoichi Nobuyasu
Sua Eccellenza l’Ambasciatore del Giappone in Italia, Masaharu Kohno e consorte, vicino a Sua Eccellenza l’Ambasciatore del Giappone presso la Santa Sede, Teruaki Nagasaki in occasione del concerto del Tenore Shoichi Nobuyasu