Un pensiero del Maestro Vincenzo Grisostomi Travaglini sulla situazione del Teatro dell’Opera di Roma

Tragedia Lirica con prologo, atti imprecisati e senza epilogo!!!

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Prendo l’occasione dalle manifestazioni che si sono svolte a Roma e nella protesta che ha visto quale bersaglio il sindaco di una Roma Capitale che nel prestigio è capitale, ahimè, solo di nome. I problemi che vengono denunciati dagli abitanti di molti quartieri romani vengono contestati a gran voce nelle strade e nelle piazze … Io, in queste poche righe, vorrei tornare a una piazza dimenticata per un argomento che, nonostante le tante delusioni, non riesce a lasciarmi indifferente e mi coinvolge emotivamente. In una domenica “ecologica” piovosa e ventosa che di ecologico richiederebbe solamente la differenziata dell’amministrazione capitolina passo per piazza Gigli dove s’impone un orrendo striscione che pubblicizza la prossima stagione del Teatro dell’Opera. La grafica scelta da qualche tempo dalla Fondazione Lirica è lo specchio del cattivo gusto generalizzato della sua gestione. Scomparsa “Aida” quale spettacolo inaugurale, sostituita con una produzione di “Rusalka” si pone giustificata la domanda di come all’Opera di Roma si possa realizzare una stagione lirica senza Orchestra e senza Coro. Risuonano quindi,nel silenzio di una piazza deserta, gli echi stonati delle tante dichiarazioni inverosimili di Sindaco e Sovrintendente … Un venticello domenicale, ben più impertinente del tipico Ponentino, s’insinua allora fugando lo sdegno, sussurrando sentiti dire e suggerisce impertinente che tutto il livore degli amministratori a cui il Teatro risponde con minacce di chiusura e licenziamenti non era altro che una “messa in scena” o meglio un’intimidazione che sopperiva all’incapacità di risolvere altrimenti una condizione di degrado. Dell’impossibilità di risolvere altrimenti una situazione innegabilmente critica di un’istituzione, quella della Fondazione Teatro dell’Opera di Roma che non oggi, ma da decenni, si sarebbe dovuta affrontare con una seria riforma, con capacità e competenza! «Se vogliamo che tutto rimanga come è, bisogna che tutto cambi» … recitano le nobili parole del Principe di Lampedusa, ma qui di “gattopardesco”, di autorevole, si ravvisa ben poco. Se il venticello dicesse la verità, ovvero che nel silenzio di un’Opera avvilita si vorrà trovare un accordo con Orchestra e Coro, si procederà ad una riassunzione per motivi che non mi è dato sapere, così come pretestuosi erano quelli del licenziamento, in questo caso resterebbero solo le dichiarazioni di Sindaco e Sovrintendente che nelle loro affermazioni azzardate e fuori luogo, per coerenza, dovrebbero dimettersi. Se si volesse riscrivere la partitura di “Pierino e il Lupo” a loro sarebbe dedicata la sezione dei tromboni!!! I problemi del Sindaco sono ben altri e speriamo che vengano risolti nelle sedi competenti, al fine di arrestare un degrado della Città così come non si era mai visto. Per il sovrintendente, dopo la gestione del Petruzzelli, dove non sembra aver lasciato un buon ricordo, si potrebbe promuoverlo nuovamente e magari nominarlo alla Scala di Milano, dove al sovrintendente Pereira è stato chiesto di dimettersi al termine dell’Expo 2015 a causa di episodi non certo edificanti. In Italia per far carriera bisogna distinguersi in negativo e quindi il fine naturale sarebbe il Massimo milanese. Non è tutto, se il venticello sempre irriverente dicesse la verità si ventilerebbe per Roma anche il rientro del “Maestro” che da fiero paladino dei propri interessi non aveva esitato a lanciare la scomunica sulla Città Eterna dall’alto del superbo podio (e con carta intestata) della Chicago Symphony Orchestra!

Venticello romano impertinente, spero proprio che i tuoi sussurri siano menzogneri e che venga risparmiata alla Capitale questa ulteriore “vergogna”!!! Per non essere equivocato, non la “vergogna” di garantire una sia pur zoppicante stagione lirica, avvenimento al contrario auspicato, ma quello di confermarci nella mediocrità dei nostri amministratori.

Oggi a Roma piove, speriamo non segua la tempesta…Roma: “Città Eterna”, nonostante tutto!!!

Opera di Roma: il parere del Maestro Vincenzo Grisostomi Travaglini

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“Ribalta spenta, sipario abbassato, ma al Teatro dell’Opera di Roma la farsa continua ed è tragedia. In sintesi, pur riconoscendo che Orchestra e Coro del Teatro dell’Opera di Roma negli anni avevano accumulato tutta una serie di agevolazioni contrattuali oggi insostenibili, quali la turnazione (Orchestra), oggi non più giustificabili, che i sindacati dell’Opera hanno agito (spesso) in modo sconsiderato, sono convinto che tutto quello che è avvenuto è stato usato non per colpa di maestranze, masse artistiche e tecniche, ma da una dirigenza da troppi anni inadeguata. Le Fondazioni sono da riformare, signor Ministro, tutti noi ne siamo convinti, ma non con atti sconsiderati e plateali a cui sono seguite dichiarazioni, ahimè supportate da organi d’informazione a dir poco in cattiva fede e disinformati (incompetenti). Taciamo sugli “starnazzamenti” televisivi in formato “massaia tronista”, con tutto il rispetto per vere massaie. Ad esempio sull’indennità di Caracalla, giustificata per gli orchestrali e per il degrado degli strumenti (con l’umidità gli “archi” -violini, viole, violoncelli e contrabbassi- possono subire danni e le spese sono a carico del singolo professore che dello strumento è proprietario e anche per le altre sezioni), ma ingiustificata ad esempio per gli amministrativi, in soprannumero che certo non ne avrebbero diritto e a cui da decenni viene riconosciuta. Sono problematiche in piedi, lo ripeto, da decenni e decenni e solo oggi e quindi strumentalmente ce se ne accorge e le si denuncia con pubblico scandalo. Anche riguardo l’ osannato maestro Muti, mi si lasci dissentire sulle tante lacrime versate, non credo che sia stata la sua fuga a provocare la caduta della mannaia su Orchestra e Coro, ma al contrario che il Maestro, come ho già avuto modo di notare, con la propria “ritirata” abbia fornito ai politici un alibi mediatico per quanto era stato già deciso di fare. Muti scrive la sua lettera d’addio su carta intestata della Chicago Symphony Orchestra, una scelta di dubbio gusto e non casuale, ma bensi un messaggio di chi, dall’alto del podio di una delle più prestigiose orchestre sinfoniche del mondo, afferma la sua superiorità! Licenziamenti? Sicuramente necessari, ma non quelli di Orchestra e Coro, ma responsabilità del sovraintendente e della dirigenza tutta, signor Ministro e responsabilità del Sindaco di Roma che del Consiglio d’amministrazione è presidente, le cui dichiarazioni senza senso che mi rifiuto anche di commentare, proclamate dall’alto del Campidoglio, se non assurde e tragiche, sarebbero comiche.”

Riccardo Muti lascia l’Opera di Roma: il parere del Maestro Vincenzo Grisostomi Travaglini

Riccardo Muti

“Il piatto d’avanzi raffermi dell’Opera di Roma non sazia più gli appetiti della famiglia Muti. L’augurio è che nella prossima stagione potremo, forse, ascoltare le “Nozze di Figaro” di Mozart in un’orchestrazione meno “imbalsamata” e legata ad ideologismi pseudo critici revisionisti che poco si addicono al genio di Mozart. Resta l’amarezza che difficilmente il Teatro dell’Opera, pur un tempo prestigioso, potrà vantare in una direzione artistica/musicale all’ altezza di quella che dovrebbe esigere per tradizione e cultura. “Roma Capitale”, più di nome che di fatto dove l’Amministrazione capitolina sembra solo volersi interessare a rendere impossibile la vita dei cittadini, con aumenti di tariffe scriteriati a fronte di servizi sempre più scadenti. Per fortuna la Fondazione dell’Accademia Nazionale di Santa Cecilia, veramente “autonoma” nella gestione dei concerti, colma il vuoto di musica di Roma, ma il nostro augurio è che la sala del Costanzi, si spera scongiurato lo spettro della chiusura, torni a svolgere quel ruolo che gli spetterebbe. Roma capitale? Mi trovo spesso a farmi questa domanda senza trovare risposta!!!”

Vincenzo Grisostomi Travaglini, Roma, il 21 settembre 2014

Concerto del tenore Shoichi Nobuyasu, Campidoglio, Sala della Protomoteca, 14 Aprile 2014

Roma Capitale

Campidoglio, Sala della Protomoteca – 14 aprile 2014.

Avvenimento d’eccezione quello ospitato la scorsa primavera nella sala della Protomoteca del Campidoglio a Roma con il tenore Shoichi Nobuyasu, che ha proposto un concerto “dal Barocco alla Canzone napoletana” , intramezzato da rare, struggenti melodie giapponesi.

Sempre apprezzata all’estero, la cultura italiana ha trovato in Giappone un particolare coinvolgimento e Shoichi Nobuyasu, sensibile interprete, è stato anche attento ambasciatore per un incontro privilegiato tra le due culture. A lui si devono molte iniziative prestigiose, come l’aver promosso tournée di teatri d’Opera italiani a Tokyo e in altre importanti città del Sol Levante. Molti i progetti realizzati in Italia e in Vaticano, tra cui nel 1995, indimenticabile, l’aver progettato presso l’Aula Paolo VI il “Concerto per la Pace” a cura del Comitato  Internazionale per il cinquantenario del bombardamento su Hiroshima e Nagasaki.

Per applaudirne l’arte vocale, ma anche riconoscenti per il suo appassionato impegno nel mondo della cultura, la Sala della Protomoteca era gremita da un pubblico attento e prestigioso tra cui L’Ambasciatore del Giappone in Italia Masaharu Kohno, l’Ambasciatore del Giappone presso la Santa Sede Teruaki Nagasaki e moltissime altre personalità, amici e ammiratori. Presente per il Sud-Est Asiatico S.A.R. il Principe Sisowath Ravivaddhana Monipong della Casa Reale di Cambogia. Dopo gl’immancabili bis, tra gli applausi del pubblico, in rappresentanza di Roma Capitale a cui si deve l’iniziativa è stato offerto a Shoichi Nobuyasu un attestato di benemerenza per l’attività svolta sia quale interprete, sia quale promotore e divulgatore della musica italiana. Il tenore è stato successivamente festeggiato presso il ristorante Hamasei, tra i primi se non il primo locale, sin dal 1974, a far conoscere a Roma le prelibatezze nipponiche e oggi tra i più apprezzati d’Europa.

 Vincenzo Grisostomi Travaglini

Il Tenore Schoichi Nobuyasu nella Sala della Protomoteca, Campidoglio, Roma
Il Tenore Schoichi Nobuyasu nella Sala della Protomoteca, Campidoglio, Roma
Il Principe Sisowath Ravivaddhana Monipong insieme al Marchese Vincenzo Grisostomi Travaglini, ascoltando il Tenore Schoichi Nobuyasu
Il Principe Sisowath Ravivaddhana Monipong insieme al Marchese Vincenzo Grisostomi Travaglini, ascoltando il Tenore Schoichi Nobuyasu
Sua Eccellenza l’Ambasciatore del Giappone in Italia, Masaharu Kohno e consorte, vicino a Sua Eccellenza l’Ambasciatore del Giappone presso la Santa Sede, Teruaki Nagasaki in occasione del concerto del Tenore Shoichi Nobuyasu
Sua Eccellenza l’Ambasciatore del Giappone in Italia, Masaharu Kohno e consorte, vicino a Sua Eccellenza l’Ambasciatore del Giappone presso la Santa Sede, Teruaki Nagasaki in occasione del concerto del Tenore Shoichi Nobuyasu