“La Traviata” al Teatro dell’Opera di Roma, 28 Febbraio 2018 : il Soprano Maria Grazia Schiavo, imparagonabile Violetta !

Nella cultura francese, “La dame aux camélias” di Alexandre Dumas ci trasporta ai nostri anni di liceo, quando nelle turpitudine dell’adolescenza, la professoressa di letteratura ci leggeva della lenta agonia di questa Signora che, dopo esser stata la “Demi-Mondaine” più apprezzata di Parigi, trova vicina a morte la luce immacolata di una redenzione in un mare di sangue, conseguenza della tubercolosi. Poi, arriva Verdi e per la sua Traviata non si parla più della fanciulla che usava la propria bellezza per attrarre favori e denari di uomini benestanti, ma di una delle opere più amate al mondo, nonostante il tema stridente le norme morali della società occidentale, moralista e giudeocristiana.

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La Dame aux Camélias. (Tchistovsky Lev)

Ovviamente, molte delle mie amiche, anche le più cattoliche e moralmente rigide, mi hanno confessato di adorare La Traviata e mi sono interessato come tutti al destino tragico di Violetta e di Alfredo Germont.

Roma, 28 Febbraio 2018. Parlando con il Maestro Antonio Pergolizzi, ho saputo che una delle mie dive preferite, il soprano Maria Grazia Schiavo, cantava il ruolo di Violetta all’Opera di Roma. Dopo due giorni di ghiaccio e di neve siberiana, il calore di Verdi e della sua musica sarebbe stato la mia consolazione. Salvato al termine della recita da un’inattesa tempesta di neve dal mio carissimo amico, il tenore, Conte Giuseppe Tedeschi (…ma di questa buriana notturna non potevo immaginare quando sono arrivato al Teatro).

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Il Soprano Maria Grazia Schiavo e secondo dalla destra, il mio caro Amico, il tenore, Conte Giuseppe Tedeschi © Yasuko Kageyama / TOR

 

Fortunatamente, con la complicità di una cara Amica, in compagnia del carissimo Maestro Vincenzo Grisostomi Travaglini, il mio mentore in materia di lirica, sono riuscito ad avere un palco di platea, giusto sopra la fossa dell’orchestra, sul lato sinistro. All’inizio di un preludio elegantemente diretto dal Maestro Pietro Rizzo, il sipario si apre su l’interno dell’ “Hôtel Particulier” di Violetta a Parigi. Una “silhouette” femminile avanza scendendo da un ampio scalone, le candele si ravvivano e Lei comincia a cantare…. o dovrei dire a “incantare”; è Lei: Maria Grazia Schiavo.

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“Follie, Follie….” © Yasuko Kageyama / TOR

Bellissima, in un vestito della metà dell’ottocento nero con delle camelie viola nello chignon, il Soprano ci trasporta nella casa voluttuosa, dove Lei stessa si “affida al piacere”. Non solo Maria Grazia ci invita a seguirla in veste di Violetta, ma ognuno di noi si sente un Alfredo Germont, perdutamente innamorato e inesorabilmente attratto verso una tragica fine che vorremmo non imminente. La magia della musica apre il giardino dei nostri ricordi e il famoso Brindisi lascia le nostre anime nell’inganno del tempo di un sorriso, nell’illusione dell’attimo ricreato per mano dell’artista. Maria Grazia rende con perfezione le diverse sfumature della Donna in preda alla gioia, al dubbio, alla disperazione e alla salvezza mistica. Lei sola sa dare a Violetta questa freschezza di una finta innocenza, mentre supplica Germont-padre di accoglierla come una figlia; poi, splendente in un abito scarlatto, riceve con dignitosa fermezza la ferita dei soldi lanciati in faccia dal suo amante furibondo; alfine, nel letto monumentale con baldacchino azzurro, vestita di bianco, avanza verso la morte, fiduciosa e forte per aver ritrovato l’Amore, dopo aver intonato un “Addio” che mi fa tremare della sua malinconica e straziante melodia … e tutt’ora, mentre scrivo queste righe, umile omaggio a una grande Artista della Lirica.

Addio, del passato bei sogni ridenti,

Le rose del volto già son pallenti;

L’amore d’Alfredo pur esso mi manca,

Conforto, sostegno dell’anima stanca

Ah, della traviata sorridi al desio;

A lei, deh, perdona; tu accoglila, o Dio,

Or tutto finì.

Le gioie, i dolori tra poco avran fine,

La tomba ai mortali di tutto è confine!

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Giugno 2017, Teatro dell’Opera, Roma: Dopo la recita, ho l’onore di incontrare Maria Grazia Schiavo, quando cantava il ruolo della Contessa de Folleville: Incantevole !
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Montenegro e Cambogia: Un felice incontro tra Case Reali, lontane geograficamente, ma vicine nella condivisione di valori.

Un felice incontro tra Case Reali, lontane geograficamente, ma vicine nella condivisione di valori. Sua Altezza Reale il Principe Nikola Petrović-Njegoš di Montenegro a cui l’ufficialità di promuovere all’estero l’identità, la cultura e le tradizioni del proprio Paese e Sua Altezza il Principe Sisowath Ravivaddhana Monipong nella sua qualità di Ambasciatore della Real Casa di Cambogia a cui sono state affidate analoghe finalità.
Nel corso della serata, dopo i rispettivi saluti di benvenuto, sono stati affrontati temi particolarmente sensibili quali il messaggio ecumenico del Santo Padre, l’auspicio del rafforzamento di un’amicizia fraterna tra i popoli slavi e in particolare dell’ex Jugoslavia e lo sviluppo di un sentimento collettivo per la protezione dell’ambiente e la solidarietà ecologica per un futuro comune nel rispetto dei diritti umani; argomenti di particolare concretezza per lo sviluppo di una coscienza collettiva e di vicinanza tra le diverse genti.
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L’incontro è avvenuto il 19 novembre 2017 al Grand Hotel de la Minerve a Roma, presente la Dottoressa Nalini Errate, il Conte Giuseppe Tedeschi, Rappresentante Ufficiale della Dinastia dei Petrović-Njegoš e il Nobile Alessio Butti, Consigliere Diplomatico del Principe Nikola. Con loro, ospite d’onore, Sua Eccellenza Miodrag Vlahovic, Ambasciatore del Montenegro presso la Santa Sede, Monsignor Jean-Marie Gervais, Prefetto coadiutore del Capitolo Vaticano, nonché Presidente dell’Associazione culturale Tota Pulchra, la Nobildonna Maria Ratkova, Mezzo soprano, Fabio Cassani Pironti, Conte di Giraldeli, il Marchese Vincenzo Grisostomi Travaglini e il Dottore Maurizio Napoli della FINNAT.

Official visit of His Royal Highness Prince Nikola II Petrovic Njegoš of Montenegro to the Holy See

On Wednesday 27th April 2016, His Royal Highness Prince Nikola II Petrovic Njegoš of Montenegro paid a visit to the Holy See and on the occasion, had separate meetings with His Holiness Pope Francis and His Eminence Cardinal Pietro Parolin, Secretary of State of the Holy See.

At the end of his visit to the Vatican, Prince Nikola II awarded high Vatican officials, representatives of the Italian nobility, as well as diplomats accredited to the Holy See, including the Montenegrin Ambassador Veselin Šuković with the “Medal of the Order of Danilo I of Montenegro”.

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HRH Prince Nikola II Petrovic Njegos of Montenegro granted me the Order of Prince Danilo I. On the right, my beloved Friend, N.H. Giuseppe Tedeschi, Gentleman of His Holiness.

I was granted the honour to be received in the Order of Prince Danilo I at the highest level: Grand Cross of 1st Class

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At the reception given in honour of HRH Prince Nikola of Montenegro at the Academy of Hungary in Rome, I also had the honour to meet with HRH Prince Jaime Bernardo de Bourbon Parme, Ambassador of the Kingdom of the Netherlands to the Holy See since 2014.

Prince Jaime Bernardo of Bourbon-Parma, Count of Bardi is the second son and third child of HRH Princess Irene of the Netherlands and late HRH Prince Carlos Hugo, Duke of Parma. He is a member of the Royal and Ducal House of Bourbon-Parma, and also an extended member of the Dutch Royal Family and a Dutch nobleman with the title Prince de Bourbon Parme.

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in company of HRH Prince Jaime Bernardo of Bourbon Parme, Ambassador of the Netherlands to the Holy See