“Verdi nell’inferno di Salò”, articolo del Maestro Vincenzo Grisostomi Travaglini in “L’Opera International Magazine”, Gennaio 2019 su “Rigoletto” al Teatro dell’ Opera di Roma, recite del 6 e 9 Dicembre 2018

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“Una nuova produzione di Rigoletto musicalmente rigorosa quanto elegante, quella proposta da Daniele Gatti per l’apertura della stagione 2018/19 dell’Opera di Roma, maestro nell’occasione nominato direttore musicale del Massimo Capitolino con un incarico per tre anni, sino al 2021. La notizia è stata particolarmente apprezzata all’interno del Teatro e dal pubblico che ha accolto il maestro all’inizio e fine delle rappresentazioni con calorosi applausi.

La linea stilistica impressa da Gatti per questa sua lettura della partitura di Giuseppe Verdi è da subito lampante: elusi i legami più propriamente collegati alla radice letteraria/romantica i personaggi, nessuno escluso, sono delineati nella loro implacabile realtà teatrale e musicale, nell’indifferenza della corte e nella solitudine di un protagonista, interiorizzato nello scorrere dell’impietosa esistenza.

Inflessibile l’aderenza di Gatti all’edizione critica della Chicago University Press che gigliottina senza pietà ogni esuberanza vocale in una bonaccia espressiva di una revisione quanto mai irrinunciabile per riportare la scrittura verdiana a una più valida realtà compositiva e scevra da vizi e travisamenti accumulati in anni di mistificazione interpretativa, ma che ci pone il quesito se questa debba essere considerata quale punto di arrivo o di rinnovata partenza per una lettura consapevole, senza perdere una sia pur stilisticamente controllata vitalità di palcoscenico.

Apprezzata l’apertura di tagli che meglio stabiliscono la forma di tessitura belcantistica che in Verdi è al contrario segno di sostegno evolutivo verso una più marcata drammaticità che consegue alla scelta della radice letteraria universalmente inesorabile de Le Roi s’amuse di Victor Hugo.

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Ammalatosi alla terza recita Gatti è stato sostituito sul podio da Stefano Ranzani, in prova all’Opera per una ripresa di Tosca da dirigere il giorno seguente ed è stato particolarmente significativo l’imporsi di due personalità per un’analoga lettura, per comprendere come la specificità di ognuno marcasse così a fondo non solo il risultato in orchestra, compatta e lussureggiante con Gatti, coinvolgente e dinamica con Ranzani, entrambe letture più che efficaci, ma che questa impronta da un’unica orchestrazione curata dal titolare, potesse anche modificare con le esclusive dinamiche le finalità espressive degli interpreti e se si vuole lo stesso rapporto tra di essi.

Perfettamente nel ruolo, con un dosaggio espressivo curato in ogni frase e situazione con vocalità misurata, quanto intensa il Rigoletto di Roberto Frontali, un’immedesimazione che è anche un messaggio stilistico di equilibrio per un ruolo protagonistico che è di svolta per la definizione stessa di baritono. Lisette Oropesa è una Gilda dal carattere già maturo, musicalmente determinata se non per un penalizzante vibratino. Ismael Jordi è un Duca dalla vocalità fragile, più ardente libertino che simbolo dell’oppressione del potere. Una compagnia nel complesso di qualità e ben curata in ogni singola espressione, nella quale si sono distinti la provocante Maddalena di Alisa Kolosova e il severo Sparafucile di Riccardo Zanellato; meno autorevole Carlo Cigni quale Conte di Monterone. Completano: Irida Dragotti (Giovanna) e una sensuale, ironica Nicole Brandolino (Contessa di Ceprano); ancora: Alessio Verna (Marullo), Saverio Fiore (Borsa), Daniele Massimi (Conte di Ceprano), Leo Paul Chiarot e Michela Nardella rispettivamente Usciere e Paggio.

Appropriato, efficace il coro maschile dell’Opera di Roma, si potrebbe azzardare nella consapevolezza dell’intervento di ogni partecipante, voce e commento spietato degli eventi. Maestro del coro Roberto Gabbiani.

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La vicenda è ricondotta da Daniele Abbado alla Repubblica di Salò quale segno di fragilità politico-sociale di un periodo angoscioso della storia italiana che negli obiettivi del regista ben si addice al carattere drammatico di una storia di abiezione, dichiarazioni che non trovano un convincente riscontro se non nelle camicie nere e nelle scene costruite a multipiano che ricordano il gioco del “meccano” ovvero di costruzione infantile, con il sovrapporsi di stanzucce, scale e balconi, per un risultato altrimenti convenzionale. Scene e luci, quest’ultime efficaci di Gianni Carluccio, costumi di Francesca Livia Sartori ed Elisabetta Antico, movimenti coreografici di Simona Bucci.

E’ una scelta artistica reinterpretare i caratteri simbolici di un testo che dà il segno alla stessa genesi compositiva, quali a esempio la difformità fisica della gobba che è segno di un destino avverso, la staticità del palcoscenico nello scatenarsi degli elementi di una natura maligna che è partecipe al destino degli uomini e ancora l’umiliazione del corpo agonizzante di Gilda steso sulla nuda terra e non adagiata su un divanetto, in piedi verso l’ultimo respiro che più si addice al: “ …In me rinasce… m’agita / Insolito vigore! (…) ”, ma è la morte di Violetta e non di Gilda, con altri significati. Tutta la forza costitutiva di questo Rigoletto è fortemente evidenziata in orchestra e una mancata aderenza del palco, sia pure in scelte creative individuali, determina un vuoto esplicativo che come in questo caso ne indebolisce nel dialogo di teatro in musica, il coinvolgimento.

Vincenzo Grisostomi Travaglini

Recite del 6 e del 9 dicembre 2018

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Courtesy call on His Excellency Monsieur Christian Masset, Ambassador of France to Italy, together with Mrs. Pinuccia Pitti, President and Founder of the Marianna Foundation for Human Rights and Marquis Vincenzo Grisostomi Travaglini

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On Friday, 14th December 2018 at 3.00 PM, His Highness Prince Sisowath Ravivaddhana Monipong paid a courtesy call on His Excellency Monsieur Christian Masset, Ambassador of France to Italy, together with Mrs. Pinuccia Pitti, President and Founder of the Marianna Foundation for Human Rights and Marquis Vincenzo Grisostomi Travaglini, Artistic Advisor of the Foundation. During the conversation were exchanged views on the development of the Marianna Foundation, especially a special event in collaboration with the French Embassy during the second semester of 2019.

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From left to right: Marquis Vincenzo Grisostomi Travaglini, Ambassador Christian Masset, Mrs. Pinuccia Pitti & Prince Sisowath Ravivaddhana Monipong 

 

 

“L’inutilità di fare teoria”, articolo del Maestro Vincenzo Grisostomi Travaglini in “L’Opera International Magazine”, Dicembre 2018 su “Le nozze di Figaro” al Teatro dell’Opera di Roma.

“L’abuso del potere per Le nozze di Figaro secondo Graham Vick, nella nuova produzione al Teatro dell’Opera di Roma, sono l’assunto di quella che vorrebbe essere l’ideologia programmatica del celebre regista inglese per il lavoro di Mozart/Da Ponte. A questo si aggiunge con humour tutto anglosassone una “ingombrante” citazione della metafora inglese, in italica terra ben poco conosciuta: «Elephant in the room», l’elefante nella stanza, che indica una verità palese che però tutti fingono di non vedere perché sconveniente e la cornice è bella che servita: con scene per l’appunto “ingombranti” perché dominate dall’immensa figura dell’elefante, costumi da bancarella a prezzi modici, gli immancabili mimi. Una cornice più che della pittura del quadro, perché si argomenta di apparenza più che di sostanza. Da notare, inoltre, che è stato mantenuto il recitativo di Marcellina del quarto atto: «… Ah! quando il cor non ci arma personale interesse, ogni donna è portata alla difesa del suo povero sesso, da questi uomini ingrati a torto oppresso», con taglio dell’aria “Il capro e la capretta” e la scelta si vorrebbe non casuale e il sostetto è legittimo che si sia mantenuto ad esemplificazione del concetto legato all’oppressione femminile. Donne che ne Le nozze di Figaro, in una diversa interpretazione, sembrerebbero tutt’altro che offese, bensì vincenti!

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S’inizia a luci in sala ancora accese e poi si coreografa l’intera ouverture con donne oppresse dal lavoro, si suppone stuprate o consensienti; figure che torneranno nel “Folto giardino del quarto atto trasformato in una giungla popolata da femmine “desnude” o appese con un laccio alla parete: morte-viventi, senza tralasciare il maniaco errante.

Tutta questa congettura potrebbe essere valutata in contrasto con la regia vera e propria, professionalmente inappuntabile e rigorosa alle indicazioni del libretto, quanto seducente nella vivacità dell’intreccio drammaturgico se non fosse disturbanta, appunto, da tanta forzata, inutile ideologia di contorno. Si vorrebbe concludere che questa pur interessante proposta è la prova di come un certo genere di personale attualizzazione delle messe in scena con temi di sferzante problematica sociale cominci a risultare “stanco”, se non superato. Luci realizzate con sicuro mestiere, ma al risultato generiche.

Maggior pregio della produzione la cura ineceppibile dei recitativi, perfettamente restituiti alle riflessioni, dialogo, stupore degli interpreti e ogni personaggio è tratteggiato registicamente e musicalmente con ammirevole connotazione stilistica. Recitativi accompagnati al fortepiano dallo stesso direttore Stefano Montanari e la sua affinità quale direttore dal cembalo al fortepiano e più precisamente di accompagnatore su tastiere storiche, è lampante.

Qui il maestro si sbizzarrisce, inventa, si diverte e restituisce verità e significato al teatro di parola.

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In orchestra Montanari è creativo, nella scelta dei tempi, nella fusione orchestrale, continuità espressiva e nell’insieme funziona. Nella sua impronta stilistica, eppure, trapelano le sue specificità di cultore di musica antica e barocca e nella dinamica orchestrale si avverte che Mozart è stilisticamente tiranno e molto meno disponibile a libertà interpretative che soprattuto nei finali di atto ne attutiscono la passione.

Compagnia nell’insieme funzionale al progetto, con una punta d’eccellenza nella Contessa di Federica Lombardi e nell’aristocratica disinvoltura, spesso abbigliato con sola vestaglietta e a piedi nudi del Conte di Andrey Zhilikhovsky, in alcune repliche rispettivamente Valentina Varriale e Alessandro Luogo. Per corretta citazione nel ruolo di Susanna si sono alternate: Elena Sancho Pereg e Benedetta Torre; per Figaro: Vito Priante, indisposto alla replica e Simone Del Savio; il Cherubino frivolo dagli abiti da discount di Miriam Albano e Reut Ventorero. Marcellina Patrizia Biccirè; Don Bartolo Emanuele Cordaro; Don Basilio gustosamente transessuale Andrea Giovannini; Don Curzio balbuziente Murat Can Güvem; Barbarina Daniela Cappiello e Rafaella Albuquerque.

Scene e costumi di Samal Blak, luci Giuseppe Di Iorio, movimenti coreografici Ron Howell.

Disinvolto, ben preparato il coro preparato dal maestro Roberto Gabbiani. La trilogia Mozart/Da Ponte iniziata “secondo” Graham Vick la scorsa stagione con il Così fan tutte, si concluderà nel 2019 con il Don Giovanni.”

Vincenzo Grisostomi Travaglini

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“Il sogno (impossibile) di un mondo perfetto”, articolo del Maestro Vincenzo Grisostomi Travaglini in “L’Opera International Magazine”, Dicembre 2018 su “Die ägyptische Helena” nel numero speciale Teatro La Scala 2019.

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“Il sodalizio tra musica e poesia è da sempre un’alchimia di eterogenea soluzione.
Quello che potrebbe apparire quale l’impossibile accordo, ne risulta al contrario quale un’ armonizzazione di pensiero che, soprattutto in determinati periodi, ha vivacizzato il mondo del teatro in musica.

Alla straripante intemperanza romantica si contrapporrà nella seconda metà dell’Ottocento uno stile definito borghese che a cavallo tra i due secoli sembra oramai inesorabilmente esaurito ed è lo stesso linguaggio musicale ad apparire sempre più quale retaggio del passato. Il problema non è solo artistico, dopo Wagner il teatro tedesco sembra aver compiuto il proprio slancio armonico, altresì sociale in un rapporto sempre più complesso con il pubblico in una discrasia di valori morali. Anche economico riflettendo la situazione delle diverse nazioni. Il linguaggio musicale del Novecento è all’affannosa ricerca di una formula che trovi una diversa soluzione all’enigma di sempre, di un’evoluzione in cui è sottinteso il cambiamento, ma le prospettive nel Novecento storico sono molto incerte. Altri venti scuotono le coscienze, quelli di una crisi dei popoli che porterà a rovinose conseguenze alle quali l’arte non potrà essere indiferente.

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Un punto di sicuro riferimento in questa crisi di valori espressivi la si può individuare nell’area di lingua tedesca dal connubio che unì il compositore Richard Strauss al poeta e drammaturgo Hugo von Hofmannsthal e basterà citare: Der Rosenkavalier (Il cavaliere della rosa) con prima rappresentazione nel 1911, Ariadne auf Naxos (Arianna a Nasso) nel 1912 e nel dopoguerra: Die Frau ohne Schatten (La donna senz’ombra) del 1919.
Hofmannsthal è definito nei carteggi con Richard Strauss quale “il mio Da Ponte”, ne deriva spontaneo un ulteriore sodalizio sia pure di breve periodo, quello tra Ciajkovskij e Puškin.
La collaborazione tra Strauss e Hofmannsthal si era rafforzata negli anni, ma con ampi periodi di distacco, così come alla vigilia di un innovativo progetto, nel clima successivo alla Grande guerra che tanto aveva scosso le coscienze e questo per i due artisti era il momento di tornare al mito, alla tradizione classica legata alle Metamorfosi con la nuova opera: Die ägyptische Helena ovvero: Elena egizia, o meglio: Elena in Egitto.
L’accordo per la nuova opera fu tutt’altro che immediato, perché Strauss voleva imporre le proprie idee, così come riportato in un ricco epistolario risalente al 1923. Il compositore avrebbe voluto che in questo nuovo progetto risaltassero situazioni che potessero essere ricondotte allo stile dilagante dell’operetta e guardava a Offenbach che si era brillantemente cimentato nell’argomento con La belle Hélène, di graffiante ironia tutta francese, tipica de l’Opéra bouffe.

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Il carteggio tra Strauss e Hofmannsthal è tra i più nutriti, il poeta e drammaturgo era un infaticabile scrittore di lettere, e vi leggiamo in data 1° aprile del 1923: “Escogitare per l’operina leggera un breve terzo atto fine e brillante, non mi spaventa affatto (…) nel mio lavoro il difficile mi sembra solo l’invenzione dello stile (…) ma in ciò mi fanno da guida il Rosenkavalier da una parte e dall’altra l’Ariadne e il Bürger als Edelmann (Il borghese gentiluomo, ndr) e poi sono tutte cose da trattare con buon umore e con una certa spregiudicatezza”.
Hofmannsthal traccia l’idea di un argomento che verrà definito: “tardo-antico, con trama graziosa e anche un po’ spinta, con molto parlato, allegra e graziosa”.
Nello scambio di considerazioni tra i due artiti, però, la contradizione è palese. Scrive Hofmannsthal a Strauss: “ (…) Ciò che Ella mi ha detto di recente sull’abisso insuperabile che c’è tra la Sua musica, anche quando Ella scrive musica semplicissima, e l’operetta corrente (…) non c’era nemmeno bisogno di dirlo (…) si ha già torto a parlare insieme dell’una e dell’altra”.

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Le premesse com’è evidente sono molteplici e il percorso perseguito dagli autori, nella musica e nel libretto, ben differenti.
Pur partendo da diverse posizioni, in coerenza l’uno e l’altro nelle proprie convinzioni poetiche/musicali, si ritroveranno insieme a svolgere un lavoro del tutto originale, appasionandosi via via a situazioni che di leggero hanno a malapena l’apparenza e che riflettono, al contrario, condizioni universali di contrasto, sofferenza e tragica passione, sia pure dall’esito felice.
La volontà era quella di superare il clima opprimente del dopo-guerra con una spensieretezza che nella musica di Strauss è occasione di abbandono, ma pur sempre di realistica consapovelezza.
È nel mese di aprile del 1923 che i due artisti definirono il soggetto dell’opera ed è Hofmannsthal a scriverne in una lettera del 14 settembre 1923: “Già da tempo pensavo di donarLe la gioia della Helena nell’anno in cui Ella fa sessant’anni e io cinquanta. Ma è incerto, si sa, tutto ciò che dipende dall’ispirazione”.
E l’ispirazione per Hofmannstahl sarà quella di rivolgersi a questo nuovo lavoro con intenzioni delicatamente ironiche, comunque disincantate, anche se nello svolgersi dell’ideazione libretto ne dividerà con il compositore un coinvolgimento appassionato, più orientato, però, ad una forma che si potrebbe definire tragica.
Il ritorno al mondo della mitologia greca, affine al poeta, lo entusiamò a tal punto da fargli ritenere l’Elena egizia il suo miglior lavoro perché questo ideale costituisce, secondo la concezione di Hofmannsthal, il miglior mezzo espressivo per interrogare il presente: “Perché il presente è per forza mitico (…) non ho altre espressioni per qualificare una esistenza che si compie di fronte ad orizzonti cosi immensi, il fatto che siamo bagnati dai secoli, che l’Oriente e l’Occidente entrano a fiumi nel nostro Ego, per qualificare questa immensità interiore, questa folle tensione, questo ‘qui’ e questo ‘altrove’ che marcano la nostra vita”.

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Hofmannsthal è di orgine ebrea e inconsolabilmente nostalgico dell’Impero Austro-Ungarico svanito con l’esito della Grande guerra e da convinto umanista il ritorno all’antico era per lui terreno ideale per sentirsi libero di esprimere le proprie idee. Ed ecco nascere una riflessione sulla tumultuosa complementarietà tra Occidente e Oriente e questa lettura, dopo il crollo del 1918, era per lui la sola rifondazione possibile nell’incontro dell’irrazionale riportato al mondo orientale perché legato ai valori istintivi della natura, terra ed acqua dove si affondano le radici e simbolizate dall’Egitto luogo dello svolgimento del dramma dove Elena simboleggia le forze inesauribili dell’Est, e l’Occidente di Menelao il greco, logico, solare, con i suoi valori irrinuncibili quali la fedeltà, il matrimonio, la paternità; eroe che pur tormentato dall’inganno saprà trovare nella ragione la giusta soluzione.
Questa nella complessa simbologia è in sintesi l’interpretazione dell’opera che indica rivolgendosi alla mitologia, il rimedio per un declino dell’Occidente diversamente inarrestabile.
Per Richard Strauss, inoltre, che amava citare Goethe e la nobiltà della ritrovata classicità Greca della sua Ifigenia: il rinnovarsi nell’antico rappresentava una fonte non corrotta dai tempi a cui ispirarsi, divergendo da quel conservatorismo reazionario di mistificatori di una modernità divergente. In questo quadro L’Elena egizia segna una ripresa di contato con quel mondo fantasioso a lui così affine di Arianna a Nasso e de La donna senz’ombra. Tutto questo è restituito non solo nell’azione, bensì è espresso in un cammino interiore segnato da una sonorità orchestrale colma di sensuale espressività, distinta dalla fluidità del canto e dalla trasparenza dell’orchestrazione. Strauss con efficacia delinea sin dall’inizio l’aspetto eroico dell’intrecciarsi di sentimenti contrari e convergenti dei protagonisti, umani e drammatici, con passaggi orchestrali che ne vorrebbero attenuare l’impetosità, con scatti improvvisi di aggressività musicale che ne sottolineano la raffinata scrittura sinfonica, pur senza dimenticare in uno stile a lui congeniale inclusioni leggere, dai tratti comici, grotteschi o caricaturali.
L’amplificazione della forma figurativa trova un più significativo slancio compositivo e rinnovata espressività nell’ampio respiro melodico. Il canto si presenta in forme variate, ora disteso o frammentato, meditativo e concitato, riflettendo l’interiorità di un discorso compositivo d’introspezione figurativa ed espressiva. Una partitura di piena invenzione e raffinata scrittura sinfonica aperta a nuovi orizzonti dagli sviluppi imprevedibili; dal canto singolo, melodioso, ora rapito nell’estasi, ai duetti concitati, interventi briosi al limite della leggerezza in vivace complementarietà con una discrasia musicale che ne riflette la complessità.
Se per la poetica di Strauss e Hofmannsthal valesse la formula di rinnovato “classicismo” musicale de Die ägyptische Helena, questo ci permetterebbe di penetrare nel mondo di due sognatori, compositore e poeta, costretti da un’epoca travagliata al richiamo di quel teatro barocco composto da divinità, eroi, scene di magia, filtri incantati, il succo di loto, conchiglie che parlano (una giocosa parodia dell’Erda wagneriana), Elfi, coboldi, guerrieri, fanciulli e perfino uno stormo di “asessuati” e senza farsi mancare per la gloria del finale il corrispettivo del deus ex machina impersonato dalla ninfa Aithra (Etra) che ha il ruolo di protettrice dell’amore, ma che troviamo anch’esa affranta per il sentimento non corrisposto da Poseidone. Essenziale è per gli autori che in questo lavoro l’impianto proprio dell’opera mitologica torni ad essere protagonista, ma con diverse implicazioni psicologiche di una più intima vicenda di umane debolezze.
Fu così che lo stesso Strauss che inizialmente aveva espresso l’intenzione di seguire una traccia nello stile di Offenbach, terminò nel definirsi: un “Wagner greco”.
Richard Straus lavorò alla partitura per ben quattro anni tra il 1924 e il ’27 e l’opera venne rapresentata per la prima volta alla Semperoper di Dresda il 6 giugno 1928 con grande succeso.
L’Elena Egizia si presenta nel segno di Menelao e sin dalle prime battute in orchestra le sue angosce ne caratterizzano il ritmo incalzante. Il tema portante è quello del dubbio e dell’inganno per la colpevole infedeltà di Elena, di colei che adultera si era abbandonata nelle braccia di Paride, principe di Troia, scatenando l’ira degli Achei e la distruzione della città.

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Le leggende legate ad Elena e alla sua sorte, però, sono molteplici. In epoche successive al più celebrato poema omerico (qui il riferimento è al libro IV dell’Odissea), si vogliono tramandare diversi racconti sul mito della donna più bella che con il suo fascino provocò morte e distruzione, tra cui la tragedia-commedia Elena di Euripide che ne riscrive il personaggio come modello di sposa casta e fedele.
In Die ägyptische Helena, tra le diverse versioni, la situazione s’intreccia, così come complesse ne risultano le simbologie, sottintesi e significati della trasposizione in musica. Nella commedia Elena è sposa di Menelao, in altre versioni è solo fidanzata per non offendere la sacralità del matrimonio e non sarebbe stata condotta a Troia nel peccaminoso amore per Paride, bensì Giove che ne è genitore dall’unione con la dea Nemesi, ne avrebbe originato un’immagine ingannevole, un fantasma d’aria che ne ritraesse le sembianze e che inviò a Troia, ma che della vera Elena sarebbe risultata esserne l’opposto, ovvero rappresentante del male contrapposto al bene. La vera Elena con tutti i suoi tesori si sarebbe trovata in Egitto sequestrata nella casa del re Proteo, aspettando fedelmente per dieci anni il ritorno dello sposo Menelao dalla guerra contro Paride e i troiani.
Euripide plasma questa idea del fantasma per mettere in risalto l’inutilità della guerra, che si sarebbe svolta invano perché frutto di un equivoco, non a causa di Elena e del suo adulterio, bensì di una sua immagine d’aria mistificante: riabilita la dignità della vera Elena ed è più interessato al suo rapporto con Menealo.
Hofmannsthal vorrà riapropriarsi del dramma rifiutando la soluzione del fantasma, caratterizando lo svolgimento del dramma nella verità dell’infedeltà di una Elena tormentata dalla vergogna e dal rimorso. Ella ha tradito il suo sposo per l’amore di Paride, infrangendo i più sacri principi di fedeltà coniugale. Menelao è determinato nella punizione, ma nel gioco dell’equivoco tra filtri magici ed altri incantamenti, è la compassione di Menelao a risultare conclusiva. Dopo aver superato il peccato nell’espiazione morale della colpa Elena è perdonata, nell’espressione del reciproco profondo sentimento che lega i due protagonisti, principio che è alla base dello svolgersi della vicenda. La metamorfosi è propria di questo processo interiore di maturazione dei personaggi e la risoluzione nella coscienza della consapevolezza l’uno dell’altra.
L’Egitto non è solo la cornice per una ambientazione esotica, che nel descrittivismo compositivo ben si conviene al costruito orchestrale, ma è soprattutto il modo per infliggere all’apice dell’azione quei valori costitutivi che ne determinano il dramma musicale, dove il vero e il falso incalzano l’un l’altro sino a celarsi in un unico inestricabile elemento d’impossible soluzione e dove dubbio, diffidenza e mistificazione s’impossessano dell’umano senza restituire un’apparente soluzione, il tutto nell’atmosfera inesplicabile di una terra irreale e segreta dalla potente forza evocativa in cui l’impossibile avrà risvolti inaspettati e felici. La leggenda di un’Elena sdoppiata, virtuosa in Egitto e la sua ombra a Troia, viene utilizzata da Hofmannsthal unicamente quale spunto delirante, causa dei tanti filtri di un mondo fantastico. I due protagonisti, Menelao ed Elena, si svelano alla fine di un percorso interiore le cui implicazioni sono spirituali. Il concetto della metamorfosi rappresenta ancora una volta la spinta sostanziale del dramma in musica.
La costituzione teatrale è pericolosamente innovativa. La grandiosità si manifesta sin dalle prime battute nello splendore risonante dell’orchestra che intreccia molteplici temi rendendo da subito quel clima di mistero, d’imponenza e complessità in cui si agrovvigliano emozioni discordanti; tra tutti il tema che accompagnerà le scene di Elena sia essa colpevole che redenta, amata e odiata e al fine ritrovata nel vicendevole amore. In sintesi, su di un tema orientaleggiante dell’oboe la vicenda prende avvio sulle rive un isolotto attiguo all’Egitto e qui troviamo la ninfa Aithra (Etra) che attende invano Poseidone per riconquistarne l’amore. Interviene la Conchiglia onniscente che vede su di una nave Menealo di ritorno dalla guerra di Troia nell’atto di punire l’infedele moglie Elena con la morte.
Aithra scatena una bufera che porta alla deriva i due protagonisti che si ritroverrano naufraghi ad essere ospitati nella reggia della ninfa; tempesta segnata in orchestra dal coinvolgente fragore dei flutti marini interiorizzato dal turbamento di Menelao e dal canto della ninfa, nell’allontanarsi della tempesta marcato dall’intervento dei timpani. Nella reggia incantata Menealo s’interroga sul suo amore per Elena, pur non rinunciando alla vendetta. Menealao si sente confuso dall’alternarsi del sentimento e ancor più frastornato dal fantasmagorico intervento di folletti ed Elfi, mentre la ninfa Aithra restata sola con Elena decide di ridonarle l’originaria bellezza. Qui ha inizio il gioco dei filtri magici, della dimenticanza e del ricordo, assaporati da Elena e da Menelao, con effetti che si affestallano confondendo le menti dei protagonisti.
Nel sogno di Menelao ecco restituita la dualità di Elena, perché l’eroe greco è stordito nell’onirico dall’apparizione della moglie confusa tra realtà e copia di se stessa. Angosce, speranze, inganno e ricerca di sé, sono rimarcati puntualmente in partitura con intensa scrittura orchestrale. Nel secondo atto siamo sotto una tenda dove la ninfa va rivivere agli sposi il sogno di una seconda luna di miele. Interveniene il sanguinario sceicco Altair principe delle montagne con suo figlio il giovinetto Da-ud dal canto spontaneo e presago di morte, ed entrambi si innamorano della bella Elena. Menealao durante una battuta di caccia al falco e alla gazzella, simboli del maschile e del femminile, accecato dall’odio uccide il giovane Da-ud, vedendo in lui nel delirio il ritorno dell’odiato Paride.
Dopo alterne vicende Menealo accetta di bere il filtro del ricordo, nella speranza sia un veleno che metta fine alle sue angosce, ma la ninfa Aithra, vero deux ex machina della vicenda, riesce a far prevalere nella coppia il valore della famiglia, riconduce a loro la figlioletta Ermione su un etereo e puro accompagnamento degli archi, induce nel terzetto della riconciliazione Paride al perdono e al trionfo finale dell’amore coniugale, in una virtù che non può definirsi assoluta, ma nella sua fragilità umanamente realizzata. Una conclusione drammaturgicamente ambigua, più connessa alla sagace sarcasmo di Hofmannstahl che alle intenzioni di Richard Strauss che avrebbe voluto per la conclusione un gioioso punto di riferimento di unità coniugale a sostegno di quella che considerava la crisi dell’unità borghese, specifica del tempo “moderno”.

Vincenzo Grisostomi Travaglini

22 Novembre 2018: Conference – Dinner at Rotary Roma EUR

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I wish to extend my warmest thanks to President Rocco Recce and his marvellous Prefect, Mrs. Francesca Staiti who organised a very pleasant evening with so many lovely people around the theme of “Women and Holiness in Cambodia”

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Receiving the Rotary Roma EUR flag and medal from President Rocco Recce

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In company of Prefect Francesca Staiti and Mr. Olivier Michon, Rotary du Médoc, France

 

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In company of Archeologist Lorenza Ilia Manfredi and Prefect Francesca Staiti

 

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With my beloved Dottoressa Pinuccia Pitti, President of Fondazione Marianna
Ritratto Ufficiale
Official Portrait by Italian photographer Fabrizio Zaccarello

My infinite gratitude for the kindness and the patience of photographer Fabrizio Zaccariello and his colleague, Gianmarco Costa

28th October 2018 : Sanda Pandza and Valentina Picca Bianchi created once again an enchanted evening in the Eternal City with fabulous “Butterfly Effect Emotional Gala Dinner”

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Ms. Sanda Pandza and Ms. Valentina Picca Bianchi, the two creators of this magic moment

The two fairies of the magic evenings of Rome came back on 28th October 2018 at MAXXI to bring us a magnificent gift in occasion of the Fall session of Sanda Pandza’s Wedding Planner Academy: The “Butterfly Effect Emotional Gala Dinner” was the occasion not only to give a pratical application of a week of intensive trainings and lessons, but also a way to gather the best professionals in the event organisation camp to create a splendid, innovative but always elegant event.

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This time, the accent was put on trasparency, lightness and fluidity.

First, the marvellous Welcome of Butterflies at the entrance with the sublime evergreen floral design of Great Andrea Patrizi.

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Marquis Vincenzo Grisostomi Travaglini and myself welcomed by Ms. Sanda Pandza, the Golden Goddess of the Evening

Then, the surprise of the “Emotional” dinner: tying a black silk ribbon in a fluid knot on your eyes, listening to your inner feelings and letting explode in your mouth the flavours cooked by Chef Fabio, under the protective look of gorgeous Valentina Picca Bianchi, dynamic director of Whitericevimenti.

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Afterwards, the magnificent “Butterflies” will invite you from one table to another, to obey the elementary principles of liberty and love to gain happiness….

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The explosion of emotions happened after dinner, when Magus Ivan Visentin, Director of Offside Events, opened his enchanted Open Bar and made us drink love elixirs and potions until late in the night, with the charming ladies of the Evening who took the shape of colourful butterflies…

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Enjoying refined cocktails, made by handsome Ivan Visentin for the happiness of all “Lady-Butterflies” and their “cavaliers”

Then, the party began with fantastic musicians, enigmatic female creatures….

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A magnetic and irresistible will to enjoy life in the heart of the night darkness suddenly occurred and we got the rhythm to dance the whole night through…thanks to Sanda’s magic, kindness and glamour as always.

Sanda, we love you ! Come back soon, with another celebration to make us think that we are the smartest people on Earth….but aren’t we ?

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The WPA 2018 Fall Promotion
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Thank you so much, Darling Sanda…. until next time !

My heartfelt gratitude to photographer Daniele Pierangeli and his assistant for the very nice pictures !

Event planning & Design: Sanda Pandza Events
Catering and design: Valentina Picca Bianchi
Chef: @fabio_materiaprima
Floral design: Andrea Patrizi
Light design & mapping: Tecnoservice 2000
Open Bar: OffSide Events
Music Design: Vasco Alessandrelli
Vocalist female: Oumy N’Diaye
Vocalist male: @joshuajackofficial
DJ: Leo Alessandrelli
Photo: Jay Studio – Wedding Photography
Video: @thomasdelorenzofilms
Arredi: ELE Light
Performance: Giulia Cencioni
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Special thanks to: Antonella Lionetti
Location: LINEA e TYPO al Museo MAXXI

25° edizione del Festival Internazionale di Aspendos: TURANDOT, Vincenzo Grisostomi Travaglini firma il nuovo allestimento del capolavoro pucciniano

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“Suggestioni anatoliche per la Cina Imperiale di Turandot: Aspendos, Vincenzo Grisostomi Travaglini firma il nuovo allestimento del capolavoro pucciniano”, articolo di Francesco Germinario nel numero di Ottobre 2018 di “L’Opera International Magazine”

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Turkish translation:

Turandot’un Çin İmparatorluğu için Anadolu İlhamları
Francesco Germinario, L’Opera Dergisi
Traduzione – çeviri: Suna Ertekin
Aspendos: Vincenzo Travaglini Grisostomi, Puccini’nin başyapıtının yeniden sahneye koyuluşunu imzalıyor.

25. Uluslararsı Aspendos Festivali’nde büyük opera Turandot gösterişli yeni bir prodüksiyonla geri dönüyor.

Geçtiğimiz Ocak ayından itibaren aralarında Aspendos, İstanbul ve Efes’in de olduğu birçok festivaller düzenleyen Türkiye Devlet Opera ve Balesi Genel Müdürlüğüne uluslararası üne sahip opera şarkıcısı Murat Karahan atandı ve hemen Türkiye’deki müzikal/opera kültürüne yeni bir nabız katmak istedi.

Yeni yönetimin en anlamlı sonuçları arasında Turandot’un bu edisyonunu buluyoruz, bu eser tarihi “Antik Tiyatro”ya 18 yıl sonra geri döndü.

Tarihi Anadolu’nun Opera ve Balesi’nin en iyi kaynaklarının bir araya geldiği görkemli bir sahneleme, özellikle Ankara Operası, Orkestrası ve Korosuna Antalya Devlet Operası’nın korosunun koro şefleri Giampaolo Vassella ve Mahir Seyrek ile, Balenin ve Sinem Seçil Battal tarafından yönetilen çocuk korosunun katılımıyla gerçekleşti; eseri İstanbul ve İzmir’i de içeren Türkiye’nin çeşitli realitelerinin en iyi şan solistleri seslendirdiler. Dev bir organizasyon ve teknik ekip sayesinde gerçekleştirilen bu prodüksiyon Aspendos Festivalini haberlere çıkma şerefine eriştirdi. Çeşitli kurumların temsilcileri arasında Kültür ve Turizm Bakanı Mehmet Nuri Ersoy da vardı, temsil sonunda sahneye çıkarak sanatçılara çiçek verip tebriklerini sundu. Aspendos antik çağlardan kalan en iyi tiyatro sayılmaktadır, mimar Zenon tarafından Marcus Aurelius için M.S. 161 ve 180 yılları arasında inşa ettirilmiştir; antik tiyatro bu temsille “güçlü” bir şekilde yeniden gözler önüne çıktı diyebiliriz.

Rejisörlüğü, bugün olduğu gibi bu prodüksiyonla 2000 yılında da çok başarı kazanan Vincenzo Grisostomi Travaglini üstlendi. Orkestra Şefliğini maestro Alberto Veronesi yaptı.

Şan grubunda başlıca rolleri soprano Perihan Diyana Nayır Artan güçlü ve aynı zamanda şık bir Turandot olarak, tenor Murat Karahan güçlü, sağlam ve cömert tenor sesiyle Calaf olarak, “Nessun dorma”yı kaçırılmayacak “bis” ile seslendirdi; aynı rolü geçtiğimiz sezon Verona Arenası’nda büyük başarı ile seslendirmişti ve Aspendos greko-romen tiyatrosunda da zafer kazandı. Şancılar arasında, Festivalin bu açılışı için, Devlet Operası’nın çeşitli müdürlüklerinden öne çıkan en anlamlı sesler görevlendirildi, Seda Aracı Ayazlı’nın duygu dolu Liù rolü ve Teyfik Rodos’un şık Timur rolü beğeni kazandı. Canlı, sahneye katılım gösteren ve dikkat çeken üç bakan rollerinde Ping rolünü üstlenen Murat Duyan, Pang ve Pong rollerinde Tankut Eşber ve Serkan Taylan vardı. Şan grubunu İmparator Altum rolünde Lorenzo Mok Arranz, Nejat Beğde ve Serkan Sarıkaya tamamladı.

Özgür Usta’nın dekorları heybetliydi; Savaş Camgöz’ün değerli kumaşlarla ve özenle seçilen renklerle gerçekleştirdiği her türden aksesuarların kullanıldığı kostümleri çok güzeldi, tarih ve fantazi arasında, Yunan trajedisi stilinde “oyulmuş” maskelerle masalımsı uzak Çin İmparatorluğu sahnede daha önce hiç bu kadar öne çıkmamıştı. Özellikle Armağan Davran’ın koreografileri özenle çalışılmıştı, Pu-Tin-Pao’nun hizmetkârları erkek balesinin enerjik dansından başka Uzak Doğu geleneğine göre düzenlenen ve finaldeki sofistike “çiçekli kızlar” dansı çok etkiliydi. Fuat Gök’ün ışık düzeni güzeldi. Kalabalık ve heyecanlı seyirci, tribünleri doldurarak iyi kalitenin her zaman kazanacağını kanıtladı.

XXVth Aspendos International Festival: An absolute triumph for Turandot of Giacomo Puccini

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Photo credits: Yusuf Emre Turan

On Tuesday 4th September 2018 was released a marvellous “Turandot” at XXVth Aspendos International Festival in Turkey.

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Photo credits: Yusuf Emre Turan

Following the impulsion of the newly nominated Director General of Turkish Opera Theatres and Ballet, young and already famous Tenor Murat Karahan, “Turandot” has come back on Aspendos stage after eighteen years.

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“Nessun dorma” by Tenor Murat Karahan, Director General of the Opera Theatres of Turkey (Photo credits: Yusuf Emre Turan)

Last time, in 2000, Ankara’s Opera called Maestro Antonio Pirolli to be the conductor and Maestro Vincenzo Grisostomi Travaglini to assume the stage direction with the fantastic Nilgun Akkerman as Turandot and it was already a success.

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This year, the choice of Maestro Alberto Veronesi as conductor, united with the return of Maestro Vincenzo Grisostomi Travaglini for the stage direction, indicates clearly the will of the Director General of the Turkish Opera to express with magnificent emphasis his taste for the genuine essence of art and music at its utmost level.

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Maestro Alberto Veronesi
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Maestro Vincenzo Grisostomi Travaglini

In the grandiose settings of Aspendos Antique Theatre, the best singers of Turkey were called to give life to the ultimate characters of Giacomo Puccini. The brilliant cast included Perihan Diana Nayir Artan as Princess Turandot, Murat Karahan as Prince Calaf, Lorenzo Mok Arranz as Emperor Altom, Teyfik Rodos as Timur, Seda Araci Ayazli as Liu, Murat Duyan as Ping, Tankut Esber as Pang, Serkan Teylan as Pong, Nejad Begde as one Mandarin and Serkan Sarikaya in the role of the Prince of Persia.

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Photo credits: Yusuf Emre Turan

The lovely sets were signed by Ozgur Usta and the beautiful costumes by Savas Camgoz. To be noted the elegant choreography of Amagan Davran and the inspiring light designing of Fuat Gok.

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Photo credits: Yusuf Emre Turan

The combination between the brio and sensitivity of Maestro Veronesi together with the supreme harmony of the royal court, rendered in a rich and colourful manner by Maestro Grisostomi Travaglini has reached its climax in this particularly difficult opera of Puccini. The audience was definitely convinced and the long ovation at the end of the performance was just the confirmation of the enthusiasm, already expressed when Murat Karahan was warmly invited to sing “Nessun dorma” a second time !

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Photo credits: Yusuf Emre Turan

Last but not least, the incredible honour the artists were granted by His Excellency Mehmet Nuri Ersoy, Minister of Culture and Tourism of Turkey, when he went on stage to congratulate all of them with a bunch of white flowers in sign of gratitude for their art and work.

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Final Curtain Call (Photo credits: Yusuf Emre Turan)

Many thanks to Official photographer Yusuf Emre Turan who did marvellous pictures of this enchanting evening.

Gazzetta Ufficiale del Regno d’Italia – 9 ottobre 1906 : Sua Altezza Reale il Principe Ferdinando di Savoia incontra Sua Maestà il Re Sisowath di Cambogia al Palazzo Reale di Phnom Penh

“Il Corriere di Saigon giunso ieri a Marsiglia, reca le seguenti notizie sull’arrivo della R. nave Calabria a Tou-Moc-Lo il 6 settembre scorso e sulle accoglienze fatte a S.A.R. il principe Ferdinando di Savoia, duca di Udine, imbarcato su detta nave:

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“Le autorità locali ricevettero allo sbarcatoio il Principe e lo accompagnarono dal Re del Cambodge. Alla sera, alla sede del Residente Superiore, fu dato un “punch” in onore del Principe, al quale assistevano gli ufficiali italiani e le autorità.

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Vi furono quindi le danze al palazzo reale.

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Il Re Sisowath ha nominato il Principe di Udine grande ufficiale del Cambodge e il comandante della Calabria, il Marchese Enrico Marenco di Moriondo, comendatore.”

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Il giorno dopo, il Principe visitò la città, i monumenti ed il Palazzo”

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“Rodin et la Danse”, articolo di Sua Altezza il Principe Sisowath Ravivaddhana Monipong in “L’Opera- International Magazine”, Luglio-Agosto 2018

“Rodin et la Danse”, articolo di Sua Altezza il Principe Sisowath Ravivaddhana Monipong in “L’Opera- International Magazine”, Luglio-Agosto 2018 su Auguste Rodin, la sua passione tardiva per la danza e “Neang Vaddhana Devi”, ultima creazione di Sua Altezza Reale la Principessa Norodom Buppha Devi, Direttrice del Balletto Reale di Cambogia.

Da notare, le bellissime foto del fotografo svizzero Helmut Stampfli

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23rd-25th June 2018: 1st Opera singing international competition in Penne, Italy

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The Auditorium San Giovanni in Penne, Abruzzo, Italy

My mentor, in Opera matter, Maestro Vincenzo Grisostomi Travaglini and my beloved fraternal friend, Maestro Gianni Maria Ferrini were invited by Maestro Michela De Amicis to participate in the jury of the 1st Opera singing international competition of Penne, which took place from 23rd to 25th June 2018 in this lovely little town of Abruzzo, near Pescara on the Adriatic Coast.

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Maestro Vincenzo Grisostomi Travaglini, Maestro Michela de Amicis, Maestro Gianni Maria Ferrini and Maestro Piergiorgio Del Nunzio

The participants came from allover the world, from Mexico to Japan, China and Italy. In the meantime, other classical music competitions involved young talents from Russia and other countries, among which…. Cambodia !

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Posing with the six finalists of the competition

We were received by dynamic and cheerful Professor Lidia Dutillo, President of Le Muse Music School, who accompanied us to a lovely little cottage, Villa Emma, where the owners, Stefania and Giancarlo Delle Monache took care of us the way only Italians can do: with charm, discretion and warmth, and above all, an unforgettable breakfast, made of the utmost fresh products of the surrounding countryside.

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At Villa Emma, His Highness Prince Sisowath Ravivaddhana Monipong with Stefania and Giancarlo Delle Monache, the owners, Maestro Michela de Amicis and Maestro Vincenzo Grisostomi Travaglini

On the first evening, Maestro Michela De Amicis, together with her two friends, Maestro Rosella Masciarelli and Maestro Angela Petaccia, brought us a marvellous gift: A concert with their six hands, entitled “Trio pianiste all’Opera”, three fantasies inspired by “Rigoletto”, “Traviata” and many Puccini’s Opera Arias. I was in heaven…. We ended up to have dinner together and as I was telling my admiration, Maestro Rosella Masciarelli held me their CD: such a special moment !

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From left to right: Professor Lidia Dutillo, Maestro Vincenzo Grisostomi Travaglini, Maestro Rosella Masciarelli, Maestro Angela Petaccia, Maestro Gianni Maria Ferrini. Seated: Maestro Michela de Amicis and His Higness Prince Sisowath Ravivaddhana Monipong

The jury of the Opera competition was presided by Maestro Leone Magiera, best friend of late world wide famous Luciano Pavarotti, and I had the occasion to meet with him and his very nice wife, Dottoressa Lidia La Marca as well as energetic and smiling Soprano Patrizia Orciani, accompanied by handsome tenor Carlo Baricelli. Maestro Vincenzo Grisostomi Travaglini and Maestro Gianni Maria Ferrini completed with their respective competences this pannel of the highest level. The singers were accompanied all along the competition by young and talented Maestro Piergiorgio Del Nunzio.

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The Opera jury: Maestro Carlo Baricelli, Maestro Patrizia Orciani, Maestro Leone Magiera, Maestro Vincenzo Grisostomi Travaglini, Maestro Gianni Maria Ferrini

The three Opera singers who robbed my heart (and were selected as well by the jury) were Mariana Valdés from Mexico, Mae Hayashi from Yokohama and Ruiyang Xu from China. Not only were they exceptional voices, with a variety of colours and sensual shades, but they are three marvellously beautiful ladies. We all fell under their charms !

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His Highness Prince Sisowath Ravivaddhana Monipong with the adorable Mariana Valdés and the gorgeous Mae Hayashi, the two winners of the first Prize
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With beautiful Ruiyang Xu, the winner of the third Prize

At the final evening, I was granted the pleasure to meet with 17 year-old Cambodian violonist, Sokhema Di Croce, originally from Battambang and who was adopted by her Roman parents when she was only 11 months. I was raptured by the power of her interpretation and I hope to re-meet her very soon in Rome. Maestro Gianni Maria Ferrini already promised her to organise a concert at Ariadimusica, in which she will be able to show her great talents.

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From left to right: Mr. and Mrs. Di Croce, Maestro Gianni Maria Ferrini, Sokhema Di Croce, His Higness Prince Sisowath Ravivaddhana Monipong, Maestro Vincenzo Grisostomi Travaglini

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After the gala concert, we got together with the “Happy Few” and had a funny and relaxing dinner in a place called “il Chicco Verde” and finished with a delicious ice-cream at “La Regina”, property of Signora Irma where my friends, Maestro Sacha De Ritis and his student, Mattia Carugno explained to me some tricks to play their favourite instrument: the traverse flute.

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Mattia Carugno, His Highness Prince Sisowath Ravivaddhana Monipong, Maestro Sacha De Ritis

16th June 2018: Second edition of “Vissi d’arte sulle ali del grifo”, a fund-raising Gala Evening at Castello Grifeo in Partanna, Sicily.

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Castello Grifeo in Partanna (Sicily)

On Saturday 16th June 2018, as promised two years ago, Prince Giuseppe Grifeo di Partanna decided to gather some friends once again in the Castle of his ancestors in Partanna, Sicily. Thanks to Dottore Domenico de Gennaro and the “Il MedioEvo” Association, the funds reunited in occasion of this Gala Dinner will be used to restore two wonderful masterpieces of Sicilian XVIIIth Century.

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An overview of the Gala Dinner on 16th June 2018 at Castello Grifeo in Partanna (Sicily)

 

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Marquis Vincenzo Grisostomi Travaglini and His Highness Prince Sisowath Ravivaddhana Monipong, in a fraternal embrace with Prince Giuseppe Grifeo di Partanna

Before dinner, Prince Giuseppe Grifeo di Partanna invited Maestro Vincenzo Marrone d’Alberti, togetehr with his talented young student, Maesto Luca Lione to play romantic pieces of Chopin, Lizst and Brahms and my emotion was at its utmost level, when  I heard the notes of Ravel’s “Ma Mère l’Oye”, a surprise for Prince Grifeo (who particularly appreciates this piece of music) but also for me, as Ravel composed it right after attending the performance of the Royal Ballet of Cambodia at Pré Catelan in Summer 1906, following King Sisowath in state visit.

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Maestro Vincenzo Marrone d’Alberti and Maestro Luca Lione interpreting with grace and sentiment Maurice Ravel’s suite “Ma Mère l’Oye”.

The funds gathered two years ago served to restore a magnificent statue of San Giovanni Battista, a glory of Sicilian medieval wood sculpture tradition.

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Mayor Nicolà Catania and Doctor Domenico (Mimmo) de Gennaro revealing the beautiful newly restored statue of San Giovanni Battista

Many friends of Prince Giuseppe Grifeo di Partanna have participated with enthusiasm to this prestigious Gala evening and the celebration went on, until late into the summer night, among laughs and joyful jokes of a merry company, who promised to do it again very soon !

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The arrival of Doctor Domenico (Mimmo) de Gennaro and his charming wife, Doctor Rosalia Crescenti, our charming hosts on this auspicious day.
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Our dear friends, Mr. Rafaele Beninati and his gorgeous wife, Mrs. Giovanna Maria Ciolino, who prepared for the happy few of us the most incredibly delicious “pasta” with the world famous red shrimps of Mazara, the day before !
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Glamourous Agata Palazzo, in a splendid evening ensemble of bronze silk, together with Prince Giuseppe Grifeo di Partanna

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Happy gathering at the end of the evening, around young promising Tenor Roberto de Gennaro Crescenti, Meastro Vincenzo Marrone d’Alberti, His Highness Prince Sisowath Ravivaddhana Monipong, Prince Giuseppe Grifeo di Partanna, Photographer Angelo Campus, Doctor Antonio Roberto Tartamella and talented young Maestro Luca Lione.

Needless to say that this enchanting evening is still alive in our hearts and we are looking forward to going back to this lovely area of the Beautiful Sicily.

All my gratitude and sincere thanks to our marvellous photographer, Mr. Angelo Campus.

 

 

 

 

“La forza della realtà”, articolo del Maestro Vincenzo Grisostomi Travaglini in “L’Opera International Magazine”, Giugno 2018 su Billy Budd di Britten per la prima volta all’Opera di Roma.

“La forza della realtà”, articolo del Maestro Vincenzo Grisostomi Travaglini in “L’Opera International Magazine”, Giugno 2018 su Billy Budd di Britten.

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“Il poeta britannico Wystan Hugh Auden rimproverò Britten perché a suo avviso nel Billy Budd la tematica omosessuale, perno del complesso intreccio di sentimenti irrisolti e sospesi, non era espresso con maggiore determinatezza. Eppure, come ci dimostra l’attuale produzione in scena al Teatro dell’Opera di Roma, tutto vi è detto; implicito in una densa drammaturgia tratta dal postumo romanzo breve di Herman Melville rielaborato nel concetto da Edward Morgan Forster (l’autore di Maurice e di Passaggio in India) e nella teatralità da Eric Crozier, di attenta lettura nell’arcobaleno sonoro di Britten di dissolvenze incrociate, dialogo, scontro, negazione di una partitura densa, ora apparentemente soave o tormentata dove il sottinteso non è altro che un messaggio che aspetta di essere compreso. Al Teatro dell’Opera il Billy Budd, per la prima volta a Roma, è proposto nella versione definitiva in due atti, prologo ed epilogo del 1960, senza pregiudizi e al contrario aliena da troppo attuali compiacimenti.”

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L’Opera International Magazine, June 2018 : “Métamorphoses” or Neang Waddhana Devi, an article by Maestro Vincenzo Grisostomi Travaglini

“Métamorphoses” or Neang Waddhana Devi, an article by Maestro Vincenzo Grisostomi Travaglini, published in “L’Opera International Magazine”, June 2018, in Italian language on the last tournée of the Royal Ballet of Cambodia in Switzerland and France in May 2018.

To be noted the marvellous photos taken by Swiss photographer, Helmut Stampfli.

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http://www.centralpalc.com/2018/06/lopera-giugno-2018/

 

26th May 2018: Royal Audience granted by His Majesty King Norodom Sihamoni and Her Majesty Queen-Mother Norodom Monineath Sihanouk to Marquis Vincenzo Grisostomi Travaglini and His Highness Prince Sisowath Ravivaddhana Monipong

On Saturday 26th May 2018, in Phnom Penh,  His Majesty Preah Karuna Preah Bat Samdech Preah Boromneath King Norodom Sihamoni  and Her Majesty Queen-Mother Norodom Monineath Sihanouk granted me and Marquis Vincenzo Grisostomi Travaglini the honour of a Royal Audience in Khemarin Palace at 11.00 a.m.

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Their Majesties had honoured us with beautiful Royal gifts, silver hand-made traditional plate and box, the re-published Book of the Music of His Majesty King Norodom Sihanouk and the DVD on the Preah Sihanouk Museum.

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We had then the honour to raise to Their Majesties’ High attention the reporting about our last activities in the field of opera: “L’elisir d’amore” in Manila last October and “Cavalleria rusticana” in Phnom Penh next September.

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Before leaving, Their Majesties renewed Their best wishes for the success of Our projects and our souls felt deeply blessed by the Royal esteem and affection both Sovereigns granted us with.

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http://www.norodomsihanouk.info/activity/view_id1789.html

“I Giardini delle Apsara” : Presentazione del primo viaggio in Oriente de La Marca Verde al Circolo Cittadino di Ascoli Piceno il 4 Maggio 2018

Invito circolo x mail

Venerdì 4 maggio 2018, al Circolo Cittadino di Ascoli Piceno è avvenuta la presentazione del primo dei viaggi internazionali a cura dell’Associazione La Marca Verde, che ci porterà nel gennaio 2019 in Cambogia, nell’antico regno dei Khmer e delle sue Apsara, ninfe celesti, divinità della musica e della danza che risiedono da oltre un millennio nei sontuosi templi di Angkor, la più vasta aerea sacra del mondo, tra giardini, foreste e dove la natura si fonde in un tutt’uno con l’ingegno dell’uomo.

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L’itinerario avrà inizio a Phnom Penh, l’attuale capitale del Regno con visite a Palazzo Reale, alla Pagoda d’Argento e i suoi incantevoli giardini e a Wat Phnom, dove la tradizione vuole che nel XIII sec. sia nata la città: l’antico tempio sulla vetta di una collina verdeggiante. Molte altre visite, senza dimenticare una serata dedicata alla danza, una forma d’arte sacra in Cambogia e di cui la massima espressione è il Balletto Reale.  Bellezze del passato e meraviglie del futuro ed anche un’immersione nell’artigianato di un Paese dalle antiche memorie, quali il trattamento della seta tra le più pregiate, del marmo e del legno.

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Il viaggio proseguirà  nelle antiche capitali dell’Impero nell’area archeologica di Angkor presso Siem Reap, dove a testimonianza di un glorioso passato sono tutt’oggi presenti oltre duecento templi, nel cuore di una giungla che nei secoli ha avvolto gli edifici molti dei quali, dopo un attento restauro, sono tornati all’originario splendore. Attorniati da un paesaggio favolistico di verde e di acqua si potranno ammirare i celebri canali d’irrigazione, progettati da un’ingegneria a tutt’oggi insuperata.

Ballo dei petali di fiori

A seguito della presentazione del viaggio, una degustazione di prodotti tipici della mia terra,  con un menù che prevede il Nataing: piatto della tradizione Reale a base di macinato di maiale e latte di cocco; Insalata di pollo alla menta: piatto tradizionale della vita quotidiana in Cambogia con pollo, foglie d’insalata, cetrioli, carote, menta e coriandolo; Spezzatino di manzo o vitella alla Khmer: tipico della regione di Phnom Penh, con citronella, galanga e limone keffir; Banane flambée alla maniera di Re Sihanouk: banana, Rum, zucchero e … un bicchiere di vino, Rosso Piceno, ben Marchigiano !

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Rossolando lo spezzatino di vitello al Kroeung Khmer
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Insalata di pollo alla citronella, Nataing al coriandolo e riso ( Photo credits: Domenico Oddi )
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Gli ospiti alla scoperta di sapori esotici dalla lontana Cambogia ( Photo credits: Domenico Oddi )

Ringrazio con affetto il Presidente de La Marca Verde, la Principessa Stefania Pignatelli Gladstone, il Marchese Vincenzo Grisostomi Travaglini, il Circolo Cittadino di Ascoli Piceno , con una particolare gratitudine al mio caro Amico Peppe Ceccarelli, i Chef Gianluca Mannocchi e Alessio Panìco per aver reso possibile una serata cosi armoniosa, alla scoperta della Cambogia e delle sue meraviglie.

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La Principessa Stefania Pignatelli Gladstone, Presidente de La Marca Verde con il suo caro cugino, il Marchese Vincenzo Grisostomi Travaglini ( Photo credits: Domenico Oddi )

Vorrei ringraziare caloraosamente il Presidente Ferruccio Squarcia per l’impeccabile accoglienza da parte del Circolo Cittadino di Ascoli Piceno, in linea con la migliore ospitalità che caratterizza il territorio delle Marche, sempre generosa ed elegante. I nostri Paesi sono lontani, eppure così vicini nella condivisione di valori, nel rispetto delle tradizioni e nella visione di un futuro dai più ampi orizzonti. Mi auguro con il mio intervento non solo di aver promosso una lodevole iniziativa de La Marca Verde, di cui mi pregio di essere socio, ma di aver aperto una finestra di conoscenza sul Regno di Cambogia, così come non manco occasione di lodare la Terra dei Piceni, dove mi sento accolto come in una seconda patria.

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Il Nataing è pronto ! In compagnia dei miei nuovi amici Chef, Gianluca Mannocchi e Alessio Panico

 

Vorrei, in fine, porgere i miei sentiti ringraziamenti al nostro grande fotografo, Domenico Oddi , che, grazie al suo talento, ha immortalato questo momento importante con sensibilità e gusto.

 

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Stanco ma felice ! ( Photo credits: Domenico Oddi )

Vorrei, in fine, porgere i miei sentiti ringraziamenti al nostro grande fotografo, Domenico Oddi , che, grazie al suo talento, ha immortalato questo momento importante con sensibilità e gusto.

 

Historic photo: French President François Mitterrand and Italian President Francesco Cossiga welcomed by Maestro Vincenzo Grisostomi Travaglini at the Opera of Rome on 14th December 1990.

French President François Mitterrand and Italian President Francesco Cossiga welcomed for a Gala Evening at the Opera of Rome by Maestro Vincenzo Grisostomi Travaglini on 14th December 1990.

This photo was taken by Rino Barillari, the King of Paparazzi and published in Italian newspaper “Il Messaggero” on 15th December 1990.

 

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8th April 2018: Sanda Pandza’s Gala Dinner “Think equal, be different!” or how to put together Beauty, Elegance and Glamour with charm and kindness !

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WP ACADEMY – “Noi non siamo i migliori o meglio degli altri perché l’umiltà è alla base del nostro pensiero. Di sicuro diamo il meglio di noi stessi in tutto quello che facciamo perché amiamo condividere la passione e l’amore per il nostro lavoro con chi la pensa come noi e con chi crede in noi.
L’uguaglianza, la lealtà e l’onestà è il motore che ci spinge verso la ricerca di quella bellezza che non deve tramontare mai: la ricchezza dei rapporti umani perché solo nei rapporti con gli altri che si ottengono i risultati migliori.”

In occasion of the end of the Spring session of the Wedding Planner Academy, Sanda Pandza, THE fairyevent maker based in Rome had the smashing idea to organise a somptuous gala dinner at Villa Aurelia on the Gianicolo, gathering all the best providers in terms of catering, floral design, entertainment, photographer, etc…

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In company of Sanda Pandza, la Maga dei matrimoni di lusso e di gusto

After four days of intensive courses dealing with the various topics around the theme “How to become the ideal wedding planner”, Sanda invited all her eighteen students (including me and my delicious colleague, Cristina Procaccini from Borgo Seghetti Panichi in Castel di Lama, Ascoli Piceno) to actively participate in the “making of” of this magic evening. We were asked to be obedient and kind towards the Banqueting almighty “Signora Valentina” who taught us how to dress up a table, measuring the distance between plates, glasses, forks and knives, taking into account the magnificent flower compositions of Maestro Andrea Patrizi.

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Sanda Pandza, Andrea Patrizi e Valentina Picca Bianchi

Then we watched with most attention the setting up of the light designing features by Nico Celano and the creations of two “Open Bars” of great Ivan Visentin, who, after touring the world, especially Australia and South-East Asia, chose to follow his heart and stopped in the Eternal City where love and sucess were two good reasons for him to dwell in !

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With legendary Barman Ivan Visentin (OffSide Events)

In the meantime, Giuseppe Voci, Alessandro Iasevoli and Roberto Marchionne, photographers and videomakers from Latitude41 studio, together with charming Alessandro Zingone and young Paolo Furente were bursting into butterfly moves around the gorgeous ladies, who not only were wearing the marvellous wedding gowns created by Cinzia Ferri but also looking for the most beautiful smiles among the invitees of this very glamourous dinner.

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Creazioni di Cinzia Ferri

Last but not least, the entertainment chapter: we were absolutely enchanted by the Fadlun singing brothers and the young and beautiful Oumy N’Diaye who brought us their voices as a gift, a very pleasant “preludio” to the dancing party, which lasted late into the night.

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The Fadlun Brothers and DJ Leo Alessandrelli
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During the Gala Dinner…
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Splendid Oumy N’Diaye
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Beautiful Sanda Pandza, posing next to the Imperial Table

THINK EQUAL. BE DIFFERENT:
Event Planner: Sanda Pandza Events
Venue: Villa Aurelia
Catering: Whitericevimenti Banqueting & Luxury Events
Floral design: Andrea Patrizi Nunzia Stefania de Iuliis
Light design: Nico Celano
Open Bar: OffSide Events
Dinner music: Benny Baruch Fadlun
DJ: Leo Alessandrelli
Vocalist: Oumy N’Diaye
Bridal Designer: Cinzia Ferri
Readings: Barbara BicomeBi Folchitto
Photo: Giuseppe Voci Alessandro Iasevoli ZingOne At The Wedding
Video: Roberto Marchionne Paolo Furente
Dance: Giulia Cencioni
Assistant: Viviana Battaglione
Make up: Raffaele Fabbricatore Martina Russo
Hair: Daniele Doria
Rental: Preludio Noleggio
Flowers: Meijer Roses

https://www.buonaseraroma.it/web2016/it/blog/adriano-benedetto/roma-villa-aurelia-sanda-pandza-luxury-events-ha-presentato-la-serata-gala

 

“La Sonnambula” di Vincenzo Bellini all’Opera di Roma, Febbraio 2018

L’Opera International Magazine N°25
Marzo 2018
“I traumi infantili della piccola Amina:
Roma: Jessica Pratt, protagonista della Sonnambula”
Articolo del Maestro Vincenzo Grisostomi Travaglini

L'Opera Marzo 2018

La Sonnambula 1

La Sonnambula 2

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Il Maestro Vincenzo Grisostomi Travaglini

“La Traviata” al Teatro dell’Opera di Roma, 28 Febbraio 2018 : il Soprano Maria Grazia Schiavo, imparagonabile Violetta !

Nella cultura francese, “La dame aux camélias” di Alexandre Dumas ci trasporta ai nostri anni di liceo, quando nelle turpitudine dell’adolescenza, la professoressa di letteratura ci leggeva della lenta agonia di questa Signora che, dopo esser stata la “Demi-Mondaine” più apprezzata di Parigi, trova vicina a morte la luce immacolata di una redenzione in un mare di sangue, conseguenza della tubercolosi. Poi, arriva Verdi e per la sua Traviata non si parla più della fanciulla che usava la propria bellezza per attrarre favori e denari di uomini benestanti, ma di una delle opere più amate al mondo, nonostante il tema stridente le norme morali della società occidentale, moralista e giudeocristiana.

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La Dame aux Camélias. (Tchistovsky Lev)

Ovviamente, molte delle mie amiche, anche le più cattoliche e moralmente rigide, mi hanno confessato di adorare La Traviata e mi sono interessato come tutti al destino tragico di Violetta e di Alfredo Germont.

Roma, 28 Febbraio 2018. Parlando con il Maestro Antonio Pergolizzi, ho saputo che una delle mie dive preferite, il soprano Maria Grazia Schiavo, cantava il ruolo di Violetta all’Opera di Roma. Dopo due giorni di ghiaccio e di neve siberiana, il calore di Verdi e della sua musica sarebbe stato la mia consolazione. Salvato al termine della recita da un’inattesa tempesta di neve dal mio carissimo amico, il tenore, Conte Giuseppe Tedeschi (…ma di questa buriana notturna non potevo immaginare quando sono arrivato al Teatro).

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Il Soprano Maria Grazia Schiavo e secondo dalla destra, il mio caro Amico, il tenore, Conte Giuseppe Tedeschi © Yasuko Kageyama / TOR

 

Fortunatamente, con la complicità di una cara Amica, in compagnia del carissimo Maestro Vincenzo Grisostomi Travaglini, il mio mentore in materia di lirica, sono riuscito ad avere un palco di platea, giusto sopra la fossa dell’orchestra, sul lato sinistro. All’inizio di un preludio elegantemente diretto dal Maestro Pietro Rizzo, il sipario si apre su l’interno dell’ “Hôtel Particulier” di Violetta a Parigi. Una “silhouette” femminile avanza scendendo da un ampio scalone, le candele si ravvivano e Lei comincia a cantare…. o dovrei dire a “incantare”; è Lei: Maria Grazia Schiavo.

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“Follie, Follie….” © Yasuko Kageyama / TOR

Bellissima, in un vestito della metà dell’ottocento nero con delle camelie viola nello chignon, il Soprano ci trasporta nella casa voluttuosa, dove Lei stessa si “affida al piacere”. Non solo Maria Grazia ci invita a seguirla in veste di Violetta, ma ognuno di noi si sente un Alfredo Germont, perdutamente innamorato e inesorabilmente attratto verso una tragica fine che vorremmo non imminente. La magia della musica apre il giardino dei nostri ricordi e il famoso Brindisi lascia le nostre anime nell’inganno del tempo di un sorriso, nell’illusione dell’attimo ricreato per mano dell’artista. Maria Grazia rende con perfezione le diverse sfumature della Donna in preda alla gioia, al dubbio, alla disperazione e alla salvezza mistica. Lei sola sa dare a Violetta questa freschezza di una finta innocenza, mentre supplica Germont-padre di accoglierla come una figlia; poi, splendente in un abito scarlatto, riceve con dignitosa fermezza la ferita dei soldi lanciati in faccia dal suo amante furibondo; alfine, nel letto monumentale con baldacchino azzurro, vestita di bianco, avanza verso la morte, fiduciosa e forte per aver ritrovato l’Amore, dopo aver intonato un “Addio” che mi fa tremare della sua malinconica e straziante melodia … e tutt’ora, mentre scrivo queste righe, umile omaggio a una grande Artista della Lirica.

Addio, del passato bei sogni ridenti,

Le rose del volto già son pallenti;

L’amore d’Alfredo pur esso mi manca,

Conforto, sostegno dell’anima stanca

Ah, della traviata sorridi al desio;

A lei, deh, perdona; tu accoglila, o Dio,

Or tutto finì.

Le gioie, i dolori tra poco avran fine,

La tomba ai mortali di tutto è confine!

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Giugno 2017, Teatro dell’Opera, Roma: Dopo la recita, ho l’onore di incontrare Maria Grazia Schiavo, quando cantava il ruolo della Contessa de Folleville: Incantevole !

The Royal House of Cambodia : the three pages on His Highness Prince Sisowath Ravivaddhana Monipong

“The Royal House of Cambodia” is the last book written by His Excellency Julio A. Jeldres, in which three pages are dedicated to the biography of His Highness Prince Sisowath Ravivaddhana Monipong.

The book was officially launched on 20th December 2017 at the Royal Palace in Phnom Penh.

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Wedding of His Highness Prince Sisowath Samyl Monipong and of Her Highness Princess Norodom Daravadey, 8th January 1967, Royal Palace, Phnom Penh

This article was published in “Kambuja” of February 1967.

Many thanks to His Excellency Julio Jeldres who sent me this precious archive from his own collection.

 

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Prince Monireth Fleurs d'arequier
His Royal Highness Prince Samdech Krom Preah Reacheameatola Vongsa Phimouk Chea Barom Reach Noussarak Sisowath Monireth pouring the pure flower of the arec as a symbol of fidelity.

 

Thursday, 30th November 2017: Courtesy call to His Excellency Monsieur Christian Masset, Ambassador of France to Italy together with Mrs. Pinuccia Pitti and Mrs. Milena von Rex of Marianna Foundation for Human Rights

On Thursday, 30th November 2017, at 4.00 PM, His Highness Prince Sisowath Ravivaddhana Monipong paid a courtesy call to His Excellency Monsieur Christian Masset, Ambassador of France to Italy, together with Mrs. Pinuccia Pitti, President and Founder of the Marianna Foundation for Human Rights and her Counsellor, Countess Milena von Rex. During the conversation were exchanged views on the development of the Marianna Foundation. Mrs. Pitti invited the French Ambassador to participate to the next annual event on 31st January 2018, which will be the occasion to dedicate a lifetime achievement award to a French Personality, recently deceased.

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From left to right: Mrs. Pinuccia Pitti, Mrs. Milena von Rex, Ambassador Christian Masset and Prince Sisowath Ravivaddhana Monipong

 

To discover the work of the Marianna Foundation:

http://www.fondazionemarianna.org/

Montenegro e Cambogia: Un felice incontro tra Case Reali, lontane geograficamente, ma vicine nella condivisione di valori.

Un felice incontro tra Case Reali, lontane geograficamente, ma vicine nella condivisione di valori. Sua Altezza Reale il Principe Nikola Petrović-Njegoš di Montenegro a cui l’ufficialità di promuovere all’estero l’identità, la cultura e le tradizioni del proprio Paese e Sua Altezza il Principe Sisowath Ravivaddhana Monipong nella sua qualità di Ambasciatore della Real Casa di Cambogia a cui sono state affidate analoghe finalità.
Nel corso della serata, dopo i rispettivi saluti di benvenuto, sono stati affrontati temi particolarmente sensibili quali il messaggio ecumenico del Santo Padre, l’auspicio del rafforzamento di un’amicizia fraterna tra i popoli slavi e in particolare dell’ex Jugoslavia e lo sviluppo di un sentimento collettivo per la protezione dell’ambiente e la solidarietà ecologica per un futuro comune nel rispetto dei diritti umani; argomenti di particolare concretezza per lo sviluppo di una coscienza collettiva e di vicinanza tra le diverse genti.
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L’incontro è avvenuto il 19 novembre 2017 al Grand Hotel de la Minerve a Roma, presente la Dottoressa Nalini Errate, il Conte Giuseppe Tedeschi, Rappresentante Ufficiale della Dinastia dei Petrović-Njegoš e il Nobile Alessio Butti, Consigliere Diplomatico del Principe Nikola. Con loro, ospite d’onore, Sua Eccellenza Miodrag Vlahovic, Ambasciatore del Montenegro presso la Santa Sede, Monsignor Jean-Marie Gervais, Prefetto coadiutore del Capitolo Vaticano, nonché Presidente dell’Associazione culturale Tota Pulchra, la Nobildonna Maria Ratkova, Mezzo soprano, Fabio Cassani Pironti, Conte di Giraldeli, il Marchese Vincenzo Grisostomi Travaglini e il Dottore Maurizio Napoli della FINNAT.

“L’elisir d’amore” of Gaetano Donizetti in Manila: the memories of the setting up of an Opera in the Philippines with Maestro Vincenzo Grisostomi Travaglini

The project for a new production of an opera in the Philippines is in itself an adventure.
A challenge into the unknown in a country, which is far, not only geographically but also
culturally. Among lessons learnt out of numerous travels abroad, there is one prevailing
principle: never give a universal meaning to what was already experienced, but one should remain conscious that some precise emotions should be translated not into words, but above all, into thoughts. This is how all began, with an assessment trip to the populous capital city of the Philippines, in Manila.
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Ravi (who kindly hosts me on his Blog) and I were thus involved in a long, but quite usual, trip towards new constructive adventures. Ravi was born in south-east Asia, in Cambodia and in spite of his rational convictions due to his French roots, he still owns the egnimatic turn of mind, typical of Orient. He, a member of the Khmer Royal Family, was the one who pushed me in the enthusiasm of this new challenge, for a major involvement in South-East Asia and in memory of his grandfather, Prince Norodom Monissara, who led the cambodian diplomatic representation in Manila from 1963
to 1965. It is with pride that we wore the precious Barong, the traditional formal philippine shirt, a gift of Mrs. Tantoco.
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As far as I was concerned, in order to proceed with method, I had to convince myself once again that Asia is huge continent and that the Philippines were far away from industrious Japan, where I had so many work satisfactions, from borderless China from Beijing to Shanghai or even from creative Cambodia. The Philippines was a specific reality, as each territory owns its proper identity.
Our reference spot in Manila was the CCP, Cultural Center of the Philippines, built in the 1960s under President Ferdinand Marcos, counselled in the cultural field by his wife, Imelda Marcos. I have always been fascinated by the involvement of Orient in musical culture, especially the italian one: One more reason to reflect on how such far countries with so different traditions could receive the message of our classical composers with sensibility. In Manilla, in the last decades, some very famous soloists sang on the CCP stage, from Luciano Pavarotti to Montserrat Caballé. Legendary Palcido Domingo did an unforgettable “Turandot” with Eva Marton, under the direction of Giampaolo Lomi, who was essentially known in the field of cinema and who has been, thanks to his tightly-knit relationship with the Philippines, the main promoter of our participation to this initiative. He was the one to receive the proposal of Mrs. Tantoco, President of the
Philippines-Italia Association, to set up an opera to celebrate the 70th anniversary of bilateral relations between the two nations.
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After the official backgrounds arose the numerous emotions: the tumultuous arrival after a long and tiring trip, the tangling roads in a tropical heat, scarcely mitigated by a supposedly refreshing breeze; and, above all, the curiosity of this immense CCP building, headquarter of a lively activity, with unexpected theatre spaces. An efficient stage staff, with absolute and heartfelt collaboration. One evening, Mrs. Tantoco invited us to a concert of the PPO, Philippine Philarmonic Orchestra, which benefited from the teachings of Maestro Franco Ferrara in the mid 1960s, after his stay in Japan. To put it in a nutshell, a fascinating reality was opening itself to our eyes, inviting us to build up a project, which should have an Italian signature !
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The idea was to involve friends, esteemed professionals, such as Maurizio Varamo of the Opera of Rome for the sets and Otello Camponeschi for the costumes; both fellows, always available, began to work at once to provide me with sketches, renderings and models. The choice of the opera was made by Mrs. Tantoco who preferred “L’elisir d’amore” of Gaetano Donizetti, “melodramma giocoso” which had been never staged in the Philippines. Eugène Scribe chose to virtually set the action in Spain, in Asturias province, but it is well known that the “librettista” Felice Romani and above all, Donizetti himself, wanted the opera to take place in Lombardy.  We were here in the Pacific Ocean and to give a special expression to the action, I chose to set it in the Roman countryside with its pinetrees, in the 19th century, mostly inspired by the designs of Bartolomeo Pinelli.
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The set maker was Mio Infante: From Florence, where he was staying, he came to Rome to be initiated to the treasures of the Eternal City, in occasion of a visit to the workshops of via dei Cerchi, led by Maurizio Varamo with eloquence and many stories, all testifying with wit of the secrets of the Italian School of Opera set designing.
For the costumes, Bonsai Cielo was called and her collaboration gave birth to a beautiful interpretation of the original designs with the bright colours and materials of Philippine traditions.
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Such a new and ambitious project demanded concrete supports and the encounter with Executive Producer Nestor O. Jardin was fundamental. Nes, as we all call him friendly, is such a rich personality, who, from the beginning, welcomed us with professionality and sharpness, even when our requests became so complex and overflowing, understanding the targets and the necessity to have the right means to achieve them. With him, Professor Raul Sunico, a great musician, fanous for his prestigious teachings, full of wiseness.
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To complete the whole creative team, we were missing the key person, the magus who would be able to render the marvels of lights on stage: the challenge was accepted by Giovanni Pirandello, the great-grandson of the Nobel Prize fro Literature: a concentrate of professionality to be proud of !
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Last but not least, the whole cast of singers was to be chosen with the utmost care, in order to give the right connotations to the voices. The Philippines has asked for a significant italian participation but to materialise the actual spirit of collaboration, we needed definitely to give space to the local artistic excellency expressions.
In Manila, together with Ruggero Barbieri, the conductor chosen by Mrs. Tantoco for his solid reputation in the city for several years, we heard many young singers, most of whom were students of soprano Rachelle Gerodias-Park. The ideal that we were longing for and achieved was to have Rachelle herself bringing her special participation as
Giannetta, who perfectly knows how to “cantare all’italiana”, thanks to the teachings of famous diva Mirella Freni. Together with her, for the role of Belcore, Corean Baritone Byeong-In Park, who happened to be Rachelle’s husband, with his solid voice and reliable stage presence. For Adina, the choice was indicated by the Philippine sponsors who noted Elena Monti in Manila in a concert last year which was quite a success thanks to the art of this young and almost charming soprano.
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We were still missing tenor and “buffo”. This was an admirable opportunity to open up towards young talents of lyrical art and our absolute reference in finding them was Mrs. Giovanna Lomazzi, vice-president of As.Li.Co. She was coming back from Sant Cruz de Tenerife, after listening to Costa Rican tenor, David Astorga, who won immediately
the first prize of the Salice d’Oro: who else could be a better Nemorino? From Trapani, the baritone, for the occasion in the role of “buffo”, the histrion charlatan Dulcamara would be Francesco Vultaggio, a brilliant student of Simone Alaimo.
The cast was finally done !
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This is when the alchemy begins to come true, the stage got animated and the project to get realised. No experience could leave someone indifferent at the very moment of a production birth; a show which will be always different, of which each repetition will never resemble another one and of whom, emotions will be unique because unable to be repeated.
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Rehearsals are synonymous of quality and each production is for all, conductor and director included, an opportunity to gain a different conscience. This availability of spirit is a fundamental condition to guarantee the quality of a performance.
One should be opened to what is going to emerge on each very moment, flexible enough to change mind on the spot, following the stream of ideas, motions and gestures which would arise all of a sudden. It is the necessary sine-qua-non to the creative process, the source of enriching surprises, as, for instance, the ones born from the collaboration with the young singers of the Coro Tomasino: our first encounter was under the sign of prudence: “Are they aware that this very special opera needs their constant presence all along the performance” was the question I brought to myself. “How can we render the French manner drama style, although we have to obey some theatrical tricks from the Naples traditions” was another one. The young singers were very attentive and followed every single indication given by Ravi, who is actually gifted to interpretate and translate
my concepts and direction with simple words and efficient phrases. The art of talking to crowds is more than a job, it is a gift!
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Day after day, the participants got transformed into characters, following their very own personal motivation to be rendered in deeds and expressions throughout singing and acting. Here, in the Philippines,  there is no need for a director to beg for extra hours of rehearsals – absolulety impossible in Europe – because in Manila, all of the coro members, with their kind Maestro Ronan Ferrer, were always ready and grateful for all that they could be able to learn from these precious staging lessons. The emotion would be at its utmost point when, at the end of the performances, the expression of all the young singers would reach its most sincere expression when greeting Prince Ravi, each of the young students of the Conservatory would rise Ravi’s hand towards each one’s forehead in sign of gratitude and respect, from Asians to another Asian, in a universal embrace.
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The rehearsal venues in the heart of CCP got animated day after day, following the natural metamorphosis of the progress done in the flowing experiences of an opera setting up. The stage got alive all at once and the music got free from the melody, in which it was jailed. The following surprises came from the extras; all, students of the UST Conservatory, got so deeply involved in their acting, that they gave me the clear impression to become real interpreters of the highest level of drama, always with good mood and smiles.
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Last but not least, the marvellous collaboration of elements of the Philippine Ballet
Theatre, for whom I had in mind only two little interventions, at the beginning of the two acts, but, as the dancers got passionately immerged in this sparkling profusion of colours and sounds, from time to time, reported to one’s personal sensitivity, the same dancers brought to life the scenes of Pinelli’s Rome, with mandolines and tamburins, with vivid moves, reflecting elegant poetry in an original interpretation. My grateful thanks to the choreographer Anatoly Panasyuokov, from the Bolchoi ! Our farewell greetings were very emotioning.
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The theatrical machine was on its way and no one was left on its own, thanks to the professionality, doubled with witty humour of our stage manager, fairly known as the best of the Philippines, Ed Murillo. In all the show “within the show”, Ravi and I appreciated some litlle privileges such as the (hidden) permission to take a coffee backstage, for instance.
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So, then,…. our hearts were beating hard on that very “Gala” evening of the 7th October 2017. One could be prepared and done it for hundred times, but whenever the curtain is opening, words are really lacking to describe the feelings.
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Even more after the greetings of CCP President  Arseno J. Lizeso, of our ambassador Giorgio Guglielmino recently arrived in Manila, who definitely wants to increase the level of the cultural collaboration, in this case, in the field of opera, between the two countries, and of the President of the Association Philippine-Italy, Zenaida Tantoco. The
execution of the two national anthems, philippine and italian, with the respective flags on both sides of the stage, the prestigious attendance of so many ambassadors, among whom Her Excellency Mrs. Tuot Panha, ambassador of the Kingdom of Cambodia to whom goes my heartfelt gratitude for her encouraging words and presence from
the beginning of this adventure. In synthesis, an honour evening, which weigh its importance on our shoulders with a final result so satisfactory !
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The day after, sentiments and feelings were even stronger in occasion of the “matinée”. For the Gala evening, the prices of the tickets were voluntarily high to gather funds for the construction of a new church in the apostolic parrish of Tondo, Manila; on the following sunday, the prices were more accessible and surprisingly, most of the 1.800 seats were occupied. A heterogeneous audience and the new Philippine generation was invading the theatre with its refreshing and exulting strength, during the warm, always accurate applause; a sign of a real involvement  in what was going on on stage, as when the audience asked for a “bis” of the famous aria “Una furtiva lagrima”. I was in the light control cabin at the moment of the litteral “invocation” of the “bis” and during the endless applause, the technician launched the following light effect. Generous David Astorga made a sign to the conductor to grant the “bis” and at the same moment, with my approximative English, I tried to have the technician go back to the previous lighting effect. It was a real effort for him: never in his life had he had to do such a thing ! This is when I definitely realised that how all our “rituals” were so different: having an “aria” repeated for us is a clear sign of success and I understood all of a sudden how intense and interesting for both parts were these days spent together, trying to assemble competences and talents to the service of art for art’s sake, a great sentiment of reciprocal progress.
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At the end of the performance, when all the soloists, with the conductor and the guest director, were invited to an informal encounter with the spectators on the stairs of the “Foyer”, like 1930s divas. Twinkling flashes of cellphone cameras were telling us not to go, which I personally translated into a “one more time” and “arrivederci” !
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“L’elisir d’amore” di Gaetano Donizetti per la prima volta a Manila: Ricordi vivaci di una produzione eccezionale, condivisi dal Maestro Vincenzo Grisostomi Travaglini

Il progetto per una nuova produzione di un’opera nelle Filippine è già di per se stesso un’avventura. Uno squarcio verso l’ignoto in una terra che è lontana non solo geograficamente, ma anche nell’identità. Tra i concetti che si apprendono nei molti viaggi vi è quello di non dare ai concetti acquisiti nella propria formazione un significato
universale, bensì avere la consapevolezza che determinate emozioni devono essere tradotte se non nella parola, soprattutto nel pensiero. Così la vicenda ha inizio, con un viaggio di sopralluogo nella popolosa capitale delle Filippine, a Manila.
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Ravi (che ci ospita nel suo blog) ed io ci trovammo così coinvolti in un lungo viaggio, ma non inusuale nella ricerca di nuove, costruttive esperienze. Ravi nasce nel Sud-Est Asiatico, in Cambogia e nonostante le sue convinzioni di stampo razionalistico-francese possiede tutta l’enigmaticità dell’Oriente. E’ stato lui, membro della Famiglia Reale Khmer, a spingermi nell’entusiasmo di questa impresa, per un maggiore coinvolgimento nel Sud-Est Asiatico e memore dell’impegno di suo nonno, il Principe Norodom Monissara,  nell’aprire la prima rappresentanza diplomatica cambogiana a Manila.
Con fierezza abbiamo indossato il prezioso Barong offerto dalla signora Tantoco, che è l’abito di rappresentanza tipico di quella tradizione.
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Dalla mia parte per poter operare dovevo inizialmente riuscire a convincermi una volta di più della vastità di un continente e che le Filippine sono ben distanti da un operoso Giappone dove ho avuto tante soddisfazioni professionali, da una sconfinata Cina di Pechino o di Shanghai o ancora dalla creatività cambogiana. Una realtà a parte, come l’identità di ogni territorio.
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Punto di riferimento a Manila il CCP, Cultural Center of Philippine, edificato negli anni Sessanta sotto la presidenza di Ferdinand Marcos, sostenuto per la cultura dalla consorte Imelda Marcos. Sono stato sempre affascinato del coinvolgimento dell’Oriente nella cultura musicale, in particolare italiana. Un motivo in più per riflettere sull’internazionalità di questo messaggio che viene recepito con sensibilità nell’ambito di tradizioni tanto lontane. A Manila, nei decenni scorsi, si sono esibiti solisti famosi, da
Luciano Pavarotti a Montserrat Caballé e il tenore Placido Domingo che è stato interprete di una memorabile “Turandot” con Eva Marton, per la regia di Giampaolo Lomi, regista principalmente nel campo cinematografico, che nel suo legame con le Filippine è stato il
promotore del nostro coinvolgimento nell’attuale iniziativa. A raccogliere la proposta la signora Zenaida Tantoco, presidente dell’Associazione Filippine – Italia, nella ricorrenza dei 70 anni delle relazioni bilaterali tra i due Paesi.
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Questa l’ufficialità a cui seguono le molte emozioni: l’arrivo dopo un lungo viaggio, lo snodarsi di strade in un calore tropicale appena mitigato da una brezza che si fingeva refrigerante; soprattutto la curiosità dell’immenso edificio del CCP, sede di una vivace attività, con spazi teatrali inaspettati. Un palcoscenico efficiente e una collaborazione assoluta. La sera, in occasione di un concerto, il primo impatto con la Philippine Philharmonic Orchestra, ben sapendo del lavoro di formazione che a metà degli anni Settanta compì il maestro Franco Ferrara, dopo il suo viaggio in Giappone. Una realtà affascinante si apriva ai nostri occhi per un progetto che si voleva di stampo italiano. L’idea era quella di coinvolgere amici, stimati professionisti quali Maurizio Varamo del Teatro dell’Opera di Roma per le scene e Otello Camponeschi per i costumi; sempre disponibili si sono messi al lavoro per bozzetti e figurini. La scelta dell’opera era stata risolta dalla signora Tantoco che aveva prediletto “L’elisir d’amore” di Gaetano Donizetti, melodramma giocoso mai eseguito nelle Filippine. L’azione è genericamente collocata da Eugène Scribe nelle Asturie, ma è ben noto che il librettista Felice Romani e soprattutto il
compositore bergamasco la pensarono nelle terre lombarde. La proposta ci portava sulle rive del Pacifico e per dare una più decisa connotazione si è pensato al fascino di una Roma agli albori dell’Ottocento, tratta dagli espressivi disegni di Bartolomeo Pinelli.
Questa l’ambientazione!
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Il costruttore per le scene è  Mio infante; di passaggio a Firenze, era sceso a Roma per un incontro con la Città Eterna e i sui tesori, nell’occasione di una visita ai Laboratori di via dei Cerchi, condotta dalla maestria di Maurizio Varamo che è partecipe dei segreti della
grande scuola di scenografia.
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Per i costumi, la realizzazione viene affidata a Bonsai Cielo e con lei si sviluppa un particolare rapporto creativo che vede i disegni originali integrati da una solare tradizione di tessuti e di colori del folklore filippino.
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Una nuovo allestimento richiede uno sforzo notevole e fondamentale è stato l’incontro con il Produttore Esecutivo: Nestor O. Jardin, ricco di esperienza, ha raccolto con acume e professionalità le molte, avvolte straripanti richieste, comprendendone le finalità e la giusta causa. Con lui, il maestro Raul Sunico, musicista e didatta di grande
prestigio.
L’occasione da non perdere era di presentare nella capitale un titolo operistico che, nella tradizione, si proponesse a tutti quegli stimoli che la società odierna richiede, nel saper parlare a un nuovo pubblico per lo più distante da una realtà di palcoscenico quale l’operistica.
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Mancava un tassello, la magia della luce; l’offerta è stata raccolta da Giovanni Pirandello, pronipote del drammaturgo premio Nobel per la letteratura. Un concentrato di professionalità di cui andare fieri.
Gruppo
Quindi, una compagnia di canto che avesse una precisa connotazione. Dalle Filippine era richiesta una marcata presenza italiana, ma per una più significativa collaborazione era necessaria una rappresentanza più vasta. A Manila, con il direttore d’orchestra designato, il bergamasco Ruggero Barbieri di già consolidata esperienza nel Paese, si sono ascoltati giovani cantanti, per lo più allievi del soprano Rachelle Gerodias-Park. L’idea e la proposta: avere quale partecipazione straordinaria nel ruolo di Giannetta la maestra di tante promesse, la stessa Rachelle Gerodias-Park che ben conosce il “cantare all’italiana”, grazie agli insegnamenti di Mirella Freni. Con lei per Belcore il baritono coreano Byeong In Park, che è marito dell’interprete di Giannetta, dal solido canto e presenza scenica.
L'elisir_d_amore_Manila 07 Elena Monti, Byeong In Park , David Astorga
Protagonista quale Adina, era stata indicata Elena Monti che l’anno precedente a Manila aveva acquisito notorietà con un applaudito concerto. Mancavano tenore e buffo. Quale occasione migliore per aprire a giovani promesse della lirica e ideale punto di riferimento è stata Giovanna Lomazzi, vice-presidente dell’As.Li.Co, da sempre impegnata nella promozione di talenti. Di ritorno da Sant Cruz de Tenerife, aveva ascoltato il tenore del Costa Rica, David Astorga, che subito dopo vincerà in Italia il primo premio al concorso Salice d’Oro: Nemorino.
L'elisir_d_amore_Manila 09 Francesco Vultaggio, David Astorga
Da Trapani il baritono, nell’occasione in un ruolo da “buffo”, l’istrione ciarlatano Dulcamara è Francesco Vultaggio, allievo di Simone Alaimo.
Dulcamara specifico
La compagnia era pronta. Ecco che l’alchimia inizia a prendere forma, il palcoscenico ad
animarsi e il progetto a realizzarsi! Non c’è esperienza che lasci indifferenti al nascere di una produzione; uno spettacolo sempre diverso, che nel suo dipanarsi non assomiglia a null’altro che sia stato vissuto in precedenza e le cui emozioni resteranno uniche,
perché irripetibili.
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Le prove sono sinonimo di qualità e ogni produzione è per tutti, direttore d’orchestra e regista compresi, occasione per una diversa conoscenza. Questa disponibilità è una condizione fondamentale per garantire la qualità di una rappresentazione. Si deve essere disposti a ogni condizione si venga a proporre in quel momento specifico e cambiare l’idea, quel progetto a cui ci si è così a lungo preparati, nell’attimo di un baleno. E’ da questa disponibilità sgorgano le sorprese, le più gradite come, inaspettata, la presenza del coro Tomasino formato da giovani per lo più studenti del Conservatorio. Il primo incontro è all’insegna della cautela; cosa potranno offrire in un lavoro dove la presenza del coro è richiesta nell’arco dell’intero svolgimento della vicenda, con un gusto
drammaturgico “alla francese”, ma dove la commedia partenopea è pur sempre protagonista. I ragazzi sono attenti, seguono le mie parole nella traduzione ed essenzialmente nell’interpretazione di Ravi che ha il dono di porgere i concetti restituendoli con rinnovata efficacia. Saper parlare a un coro che è pubblico e che ha sete di apprendere è più che un mestiere, è l’arte del comunicare; l’esperienza si
arricchisce d’inaspettati valori.
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Giorno dopo giorno i partecipanti tutti si trasformano in interpeti, seguono una motivazione e la trasformano in azione attraverso l’espressione del canto e la partecipazione. Non è necessario chiedere un prolungamento delle
prove, da noi in Europa impensabile, perché loro stessi, il loro maestro Ronan Ferrer, sono sempre disponibili e grati per quello che potranno imparare. Sarà emozionante, al termine delle recite, l’espressione della riconoscenza di tutti, indistintamente, soprattutto rivolta al Principe Ravi, come in ogni occasione con rispetto si rivolgevano al loro interlocutore, da asiatici ad asiatico, ma in un abbraccio universale.
L'elisir_d_amore_Manila 03 David Astorga
La sala prove, un “ridotto” all’interno dello stesso CCP si anima giorno dopo giorno nella metamorfosi che segue ogni realizzazione operistica, in un palcoscenico che d’incanto prende forme sino ad allora solo immaginate, dove la musica da testo scritto si sprigiona
nell’incanto di una melodia. Le sorprese si susseguono con i figuranti, giovani studenti dell’UST Conservatory, virgulti di attori pronti a immergersi in qualsiasi situazione, seguendo parola per parola, mutandosi in professionisti, sempre sorridenti. Infine,
l’apporto del ballo, elementi del Philippine Ballet Theatre per cui erano previsti due brevi interventi, all’inizio del primo e secondo atto. Ebbene, anche i danzatori si sono immersi in questo tripudio di suoni, colori e di momento in momento, riportato a una personale sensibilità, i ballerini danno vita a scene e controscene di una Roma del Pinelli di chitarroni e tamburelli, con vivacità ed eleganza, nella poesia di una realizzazione del tutto originale. La riconoscenza al coreografo Anatoly Panasyukov, che nasce alla prestigiosa scuola del Bolshoi di Mosca. Lasciarci è stato commuovente!
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La macchina teatrale era lanciata e non vi era chi non ne fosse travolto, dal direttore di scena Ed Murillo accuratamente scelto e a ragione il migliore delle Filippine. In tutto questo spettacolo nello spettacolo, a noi, a Ravi e a me, anche qualche “piccolo” privilegio come l’eccezione di poter bere un caffè in palcoscenico, altrimenti vietato. Eppure … il cuore batte sempre forte la sera del “gala”, il 7 ottobre 2017. Ci si può preparare quanto si vuole, ma il momento dell’apertura del sipario rimane un’emozione indescrivibile. Ancor più, dopo il saluto del Presidente del CCP Arseno J. Lizeso, del nostro ambasciatore Giorgio Guglielmino recentemente insediatosi a Manila a cui la volontà di rendere più incisiva la collaborazione e nel caso, musicale-culturale, tra i due Paesi. Del Presidente dell’Associazione Filippine – Italia: Zenaida Tantoco.
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L’esecuzione degli inni, Filippino e Italiano con le rispettive bandiere al lato del palcoscenico, una rappresentanza diplomatica di grande prestigio tra cui Sua Eccellenza Signora Panha Tuot, ambasciatore del Regno di Cambogia a cui la riconoscenza di aver sempre creduto in questa iniziativa. In sintesi, una serata d’onore la cui responsabilità gravava come un macigno. La soddisfazione finale: impagabile!
L'elisir_d_amore_Manila 04 Rachelle Gerodias-Park
Le emozioni si susseguono, il giorno dopo è previsto un “mattine”. I prezzi del “gala” sono alti perché i profitti sono destinati in beneficenza per la costruzione di una nuova Chiesa nella parrocchia apostolica di Tondo, quartier di Manila; per la domenica l’accesso è facilitato e con sorpresa gli otre 1.800 posti sono esauriti. Un pubblico eterogeneo e la nuova generazione di Filippini s’impone con energia vivificante: negli applausi calorosi, mai inopportuni; segno di una reale partecipazione, così come per la richiesta, esaudita, del “bis” de “Una furtiva lagrima”. Ero in cabina regia al momento
dell’invocazione del “bis” e durante l’interminabile applauso il responsabile del reparto aveva lanciato l’effetto luce successivo, previsto per l’ingresso del soprano, come da partitura. Il generoso David Astorga fa cenno al direttore di voler esaudire la richiesta di
ripetere la romanza e io, nel mio inglese approssimativo e in totale ignoranza del tagalog, faccio cenno al responsabile di tornare all’effetto precedente. Nello stupore del tecnico per un’azione che non potevo altrimenti spiegare, tornare a un effetto luce precedente per una ripetizione di un brano che è sinonimo di successo, mi sono
reso conto di quanto tutti questi nostri rituali fossero inconsueti e di quanto per tutti loro che ci avevano seguito nell’intenso periodo, questo lavoro che ho definito un’ “avventura” si fosse tramutato in esperienza professionale e umana; un sentimento reciproco!
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Ancor più alla fine della recita, quando tutta la compagnia è stata invitata nell’atrio per la fotografia sullo “scalone”, come dei divi degli anni ’30. Un bagliore continuo di flash, di macchine fotografiche e telefonini. Un non volersi dire “addio” che poteva essere tradotto in una linguaggio senza confini in un: “ancora una volta” e “arrivederci”!
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“L’elisir d’amore” of Gaetano Donizetti for the first time in Manila: Article of Francesco Germinario in “L’opera international magazine”, November 2017

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Integral version of the interview of His Highness Prince Sisowath Ravivaddhana Monipong and Costa Rican Tenor, David Astorga on ANC News Channel of the Philippines

Interview with HH Prince Sisowath Ravivaddhana Monipong and Costa Rican Tenor, David Astorga on ANC News Channel of the Philippines on Wednesday, 4th october 2017 about the representation of Donizetti’s “L’Elisir d’Amore” in Manila.

 

My heartfelt thanks to my fraternal friend, Producer Massimiliano Turci who published the integrality of this interview on his Youtube channel.

Prince Sisowath Ravivaddhana Monipong of Cambodia shares his thoughts on the Philippine opera scene

 

Prince Sisowath Ravivaddhana Monipong of Cambodia shares his thoughts on the Philippines opera scene in this interview in the Early Edition of ANC News on the Philippine Television on Wednesday 4th October 2017

 

Many heartfelt thanks to my fraternal friend, Massimiliano Turci who took the time to edit this excerpt of the interview on his Youtube account.

Prince Sisowath Ravivaddhana Monipong talks about his passion for Opera on the Philippine Television Channel ANC

Interview on ANC, THE TV Channel of The Philippines, talking about my passion for opera, Wednesday 4th October 2017

 

Many heartfelt thanks to my fraternal friend, Massimiliano Turci who took the time to edit this excerpt of the interview on his Youtube account.

Samdech Preah Voreachny Sa-Vann and her sister, Khun Sa-Im

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Samdech Preah Voreachny Vann (left) was married to King Sisowath (1840-1927) of Cambodia and was the beloved Mother of King Sisowath Monivong (1875-1941)

Her sister, Khun Sa-Im was also married to King Sisowath and has two children: HRH Princess Sisowath Samphady (1865-193…) and HRH Prince Sisowath Duong Mathura (1873-1908)

They were very loved by King Sisowath and were both members of the Royal Ballet.

Johann Strauss Society of the Philippines Gala Concert on 25th April 2017 in New World Makati Hotel, Manila

On Tuesday 25th April 2017, I had the honour to attend the Johann Strauss Society of the Philippines 2017 Gala Concert, together with Marquis Vincenzo Grisostomi Travaglini. On this occasion, we were very pleased to hear marvellous Soprano Rachelle Gerodias, whose husband, Baritone Park Byeong In, was seated at our table, under the direction of our friend Maestro Ruggero Barbieri.

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Left to right: Madame Olga Severino Martel, President of the Johann Strauss Society of the Philippines, Mrs. Diana Jeanne Lopez, Mrs. Agnes Huibonhoa, Consul of Gambia, Prince Sisowath Ravivaddhana Monipong and Madame Zenaida Tantoco and her husband, Mr. Patrick Jacinto

 

The programme was full of joy and reminded me very much of the Vienna New Year Concert. Many members of the Manila High Society were present, among whom our beloved Opera Maecenas, Madame Zenaida (Nedy) Tantoco and her husband, Mr. Patrick Jacinto, Mrs. Olga Severino Martel, Consul General of Monaco Mrs. Fortune Ledesma, Mrs. Diana Jeanne (DJ) Lopez, Mrs. Agnes Huibonhoa, Consul of Gambia, Professor Raul Sunico and 21 ambassadors and their wives, among whom His Excellency Massimo Roscigno, Ambassador of Italy and his beautiful wife, Agnes Ventura and His Excellency Rida El Fassi, Ambassador of Morocco, etc…

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Together with Marquis Vincenzo Grisostomi Travaglini, Madame Zenaida (Nedy) Tantoco and His Excellency Massimo Roscigno, Ambassador of Italy to the Philippines in occasion of the Gala Dinner and Concert of the Johann Strauss Society on 25th April 2017
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Between Ms. Lulu Casas, our “Guardian Angel” during our stay in Manila and talented Baritone Park Byeong In, listening to his wife’s marvellous voice
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Together with Soprano Rachelle Gerodias after her triumph at Johann Strauss Society’s Concert in Manila on 25th April 2017, with Madame Zenaida Tantoco and her husband, Patrick Jacinto, M° Ruggiero Barbieri, Marquis Vincenzo Grisostomi Travaglini and His Excellency Rida El Fassi,  Ambassador of Morocco and Mrs. Monia Zaoui

http://www.philstar.com/cassandra/2017/05/07/1697289/johann-strauss-society-gala-concert-2017-new-world-makati

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Portrait: Le Prince Sisowath Ravivaddhana Monipong

Article de Monsieur Christophe Vachaudez paru dans le numéro de Mai 2017 du magazine belge “L’Eventail”

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Budapest 25th March 2017: “A night at the Opera”

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Pest seen from Buda at night time : magic !

On 25th March 2017 took place in Budapest a Gala Concert, organised by Italian Music Academy “Ariadimusica” and HC Welth ltd. On the initiative of Maestro Gianni Maria Ferrini and of Dottor Alessandro Stacchini, four great Opera singers from Italy went to Hungary to perform in the prestigious Boscolo Hotel in the Heart of Pest under the direction of Maestro Sergio La Stella of the National Opera of Rome. These four singers were Giacinta Nicotra, well-known and gifted Soprano; Irene Molinari, emerging Diva with a fire temper Mezzo-Soprano; Dario Di Vietri, young, talented and handsome Tenor and last but not least, famous Italian Baritone Carlo Guelfi.

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The idea to gather them was the one of Maestro Sergio La Stella, a famous conductor and recitalist, from the National Opera of Rome who toured the whole world in the most famous theatres together with Maestro Gianni Ferrini. Together, they set up a programme, uniting romances, arias and duets of important Opera authors, such as Verdi, Puccini, Donizetti, etc… Dottor Alessandro Stacchini who is the General Manager of HC Welth in Italy, the Rome-based limited producing renowned nutritional supplements, provided the adequate means to achieve the project in the best conditions.

Dario Di Vietri “Nessun Dorma” (al pianoforte, M° Sergio La Stella)

 

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From left to right: Alessandro Stacchini, Dario Di Vietri, Sisowath Ravivaddhana Monipong, Giacinta Nicotra, Gianni Maria Ferrini, Irene Molinari, Sergio La Stella, Vincenzo Grisostomi Travaglini, Carlo Guelfi.

The marvellous historic location of the Boscolo was unanimously chosen because of its links to the History of Hungarian Culture and the famous New York Café, symbol of the Magyar Modernity at the very beginning of the 20th Century.

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New York Café

More than 500 persons came to this fabulous gala concert, even though Othello was a serious challenger in the Budapest National Opera, not far from the Boscolo at all. Her Excellency Madame Marie-France André, Ambassador of Belgium to Hungary arrived with her Son, Xavier Fonder together with two distinguished noblemen of the Magyar High Society. Many personalities and music lovers brought family and friends to attend this unique performance.

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Vincenzo Grisostomi Travaglini, Her Excellency Ambassador Marie-France André, Sisowath Ravivaddhana Monipong, Lukàcs György

Maestro Vincenzo Grisostomi Travaglini came on purpose from Rome to co-ordinate the whole show, with a taste of “semi-scenico” moves and a play between light and shadow, which was absolutely perfect to underline the intensity of the interpretations of all five artists, who gave the best of their art, honouring the Hungarian public with the utmost voices of the Italian Musical panorama nowadays.

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Standing: Nora Gallus, Krisztina Kéri, Giacinta Nicotra, Piero Ferrachiati, Alessandro Stacchini, Gianni Maria Ferrini, Irene Molinari, Dario Di Vietri, Marie-France André, Xavier Fonder, Carlo Guelfi, Priscilla Baglioni, Lukàcs György, Istvàn Kàràsz                              Kneeling: Paolo Ferrazza, Stefano Cacace, Sergio La Stella, Sisowath Ravivaddhana Monipong, Vincenzo Grisostomi Travaglini                                                                                        Photo Credits: Giordano Campanelli for Ariadimusice

Ariadimusica & HC Welth invited the whole cast and some priviliged hosts to dine in the enchanting restaurant of the Boscolo Hotel. The conversations were brilliant and relaxed. The Hungarian tradition of the Barack Palinka, traditional apricot digestive, gave an end to the gastronomic part.

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The “Brindisi”

Another surprise awaited us: cars were at our disposal to tour Budapest by night and we discovered, blissfully amazed, the architectural marvels of the Pearl of the Danube until very late. This is why Budapest remains so special, especially to my heart…

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Irene Molinari & Sisowath Ravivaddhana Monipong                                       Photo credits: Giordano Campanelli for Ariadimusica

 

http://www.nlcafe.hu/ezvan/20170328/ariadimusica-opera-koncert-budapest/

Monaco, 9th March 2017: Vernissage of the Photo Exhibition of French Photographer Alain Hanel : The Royal Ballet of Cambodia at Printemps des Arts 2013

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Copyright Alain Hanel 2017: Reproduction prohibited except authorisation of the author

In March 2013, the Royal Ballet of Cambodia was invited by the Printemps des Arts to perform in Monaco. Her Royal Highness Princess Norodom Buppha Devi led the delegation, seconded by His Royal Highness Prince Sisowath Tesso. Their Serene Hignesses Prince Albert and Princess Charlene attended the Première and Her Royal Highness Princess Caroline of Hanovre attended the Gala Evening.

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31st Mars 2013: Their Serene Highnesses Prince Albert and Princess Charlene of Monaco, welcoming Her Royal Highness Princess Samdech Reach Botrei Preah Ream Norodom Buppha Devi, in company of His Royal Highness Prince Sisowath Tesso and of His Highness Prince Sisowath Ravivaddhana Monipong

On this occasion, my dear friend, French photographer Alain Hanel, as the official photographer of the Printemps des Arts shooted marvellous pictures of the dancers on stage and he decided to set up an exhibition of his works in Monaco.

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In company of HRH Princess Antonella d’Orléans-Bourbon and of my friend, French photograher Alain Hanel. Photo: Eric Dervaux

His son Julien Pierre Hanel gave the magic touch to the photos by re-working graphically with the utmost modern techniques to render the glimpses of fantasy and glitters, characteristical of the Cambodia Royal Ballet.

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From left to right: Mr. Hubert Dupont-Sonneville, Mrs. Marie Madeleine Liesse, Prince Sisowath Ravivaddhana Monipong, Mr. Alain Hanel, Mrs. Angela de Bona, Mr. Julien Pierre Hanel  Photo: Eric Dervaux

This initiative was definitely supported by the famous brand of French supermarkets, Carrefour and their Foundation for Arts. Mrs. Marie Madeleine Liesse and her Responsible for Marketing, Mr. Hubert Dupont-Sonneville were enthusiastic promoters and this is how we ended on 9th March 2017 enjoying this exclusive venue in one of the main Shopping Mall of Monaco.

The Apsaras will continue their enchanting dances on the walls of Fontvieille until 7th April 2017.

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Copyright Alain Hanel 2017: Reproduction prohibited except Authorisation of the Author

 

https://www.pressreader.com/monaco/monaco-matin/20170325/281608125262148

 

29 December 2016, Gala Evening at the Rendano Opera Theatre in Cosenza: Love and Happiness through Music and Arias from Naples to Paris crossing Vienna…

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As reported in “L’Opera – International Magazine” of February 2017, the Opera Theatre of Cosenza, known as the “Rendano Theatre” hosted on 29th December 2016 a unique special Gala Evening, following the napolitan concept of “pastiche”, uniting in one show, music, opera and dance for the pleasure of the public.

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This initiative was due to our Beloved friend, Mrs. Luigia Pastore Fiorentino, who founded the Polimnia Association to promote opera and music, especially for young people (but not only!). She asked Maestro Vincenzo Grisostomi Travaglini and myself to imagine a kind of dream to be put on stage in a form of an oniric trip from Naples to Paris, crossing Vienna in order to lead the public to welcome the new year to come.

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Sweet Silia Valente with the Choir “Sol Vox Cantori” in Traviata “Brindisi”

We decided to put together French Literature with Napolitan poems, “La Veuve Joyeuse” with “La Traviata” and many other jolly and colourful pieces of music and dance, so to have a delightful mixture of glamour and naughty songs to accompany our trip towards the end of 2016.

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Stefano Tanzillo and Sarah Baratta: Love Duetto of Traviata

A marvellous cast of fabulous artists of either music and theatre world gave this creation a special sense of artistic expression, which was definitely appreciated. In my name and the one of Maestro Vincenzo Grisostomi Travaglini, we want to extend our warmest thanks to Maria Carmela Conti, Sarah Baratta, Silia Valente, Glenda Sevald Pirandello, the brothers Stefano and Andrea Tanzillo, Federico Veltri, Luca Bruno, Andrea Bauleo, Pasquale Allegretti Gravina, Rino Amato, Antonio Fratto and his “Sol Vox Cantori” choir, the clarinettists of the Conservatorio “S.Giacomantonio” directed by Giorgio Feroleto, the choreographer Antonella Ciappetta and her dancers, and of course, last but not least, the whole staff of the production, Francesco Liuzi, Giovanni Pirandello, Otello Camponeschi and Fabrizio Onali.

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Our Three Tenors: Stefano Tanzillo, Federico Veltri and Andrea Tanzillo in “Torna a Surriento”
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Young and talented violonist Pasquale Allegretti Gravina

A special mention to our favourite: Adriano Pirandello, 11 years old, who made a fantastic first stage appearance, speaking out and loud a sweet poem of his illustrous ancestor, Luigi Pirandello… about love and time…!

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Adriano Pirandello, “La coscienza amorosa” di Rino Amato: un momento di antologia !
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La seduzione del pipistrello di Antonella Ciappetta e Federico Veltri
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Eleganza e classe di Maria Carmela Conti con Andrea Tanzillo

Many thanks to Mr. Luigi Allegretti Gravina for the nice photos on stage !

“In Cineris Aurum”: Mostra di Fabrizio Onali al River Palace Hotel, Roma

On Friday 17th February 2017 took place the vernissage of a very special exhibition of our friend Fabrizio Onali, with Giuseppe Ussani d’Escobar as Art Curator.

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An antique Kimono transformed into a splendid painting by Fabrizio Onali

Fabrizio’s inspiration is mainly the tranformation of precious antique materials into splendid ornamental art pieces. Fabrizio collaborated many times with his partner, Otello Camponeschi to opera creations, especially the ones of Maestro Vincenzo Grisostomi Travaglini.

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Together with Fabrizio Onali and Maestro Vincenzo Grisostomi Travaglini at the vernissage of the Exhibition “In Ceneris Aurum”

More recently, I had the joy to wear Fabrizio’s creation during a special Show at the Rendano Opera Theatre in Cosenza. He set together a piece of golden silk of Cambodia with a magnificent Renaissance jacket, to make me look like a character of Shakespeare in some strange twilight dreams….

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With my partner on stage, Glenda Sevald-Pirandello, at Rendano Opera Theatre in Cosenza. My jacket is a creation of Fabrizio Onali and Otello Camponeschi.

His exhibition in Rome will last until 17th April. Please go to have a look, it is worth seeing!

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http://fabrizioonali.altervista.org/wordpress/chi-sono/

 

Bucharest: a dinner to commemorate 20 years of faithful friendship

On Monday 27th February 2017, His Most Reverend Excellency, Monsignor Miguel Maury Buendia, Archbishop of Italica and Apostolic Nunzio to Romania has granted me the honour of a Gala Dinner in Bucharest, remembering that we were celebrating twenty years of personal, faithful and sincere friendship.

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The day after, I had the joy to meet up with my Dear Friend, His Excellency Ambassador Bogdan Tataru-Cazaban with whom I meditated on the maening of Lent in the Christian tradition.

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Royal Audience granted by Her Majesty Queen-Mother Norodom Monineath Sihanouk to Marquis Vincenzo Grisostomi Travaglini and His Highness Prince Sisowath Ravivaddhana Monipong

On Tuesday 17th January 2017, in Phnom Penh,  Her Majesty Queen-Mother Norodom Monineath Sihanouk granted me and Marquis Vincenzo Grisostomi Travaglini the honour of a Royal Audience in Preah Reach Damnak Kantha Bopha at 10.30 a.m.

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Our Beloved Queen-Mother had honoured us with beautiful Royal gifts, hand-made silk ties, books and music CDs of His Majesty King Norodom Sihanouk.

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We brought from Italy a very special perfume and I kneeled down to explain the different fragrances used.

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Before leaving, Her Majesty granted us the honour of a last photography, together with Her Royal Highness Princess Samdech Reach Botrey Preah Anoch Norodom Arunrasmy, renewing Her wishes for the success of Our projects.

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Royal Audience granted by His Majesty King Norodom Sihamoni to Marquis Vincenzo Grisostomi Travaglini and His Highness Prince Sisowath Ravivaddhana Monipong

On Monday 16th January 2017, in Phnom Penh,  His Majesty Preah Karuna Preah Bat Samdech Preah Boromneath King Norodom Sihamoni granted me and Marquis Vincenzo Grisostomi Travaglini the honour of a Royal Audience in Khemarin Palace at 11.00 a.m.

King Sihamoni had honoured us with beautiful Royal gifts, silver hand-made traditional boxes and books.

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Then, His Majesty asked us about our activities in the field of Opera and Art and we obliged  by raising to His Majesty’s High Attention our projects in the next future.

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Before leaving, His Majesty granted us the honour of a last photography altogether, renewing His wishes for the success of Our projects.

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Our Royal Audience reported on the Official Website of His Majesty King Norodom Sihamoni of Cambodia

Vincenzo Grisostomi Travaglini, Marquis and Opera Stage Director: a life dedicated to Beauty and Music

Vincenzo Grisostomi Travaglini, born in Ripatransone, lived first in Fermo (Marche), the town of origin of his family, and then in Rome where he obtained the School-leaving Certificate (Science) and proceeded studying Law and Psychology at La Sapienza University of Rome and piano as a hobby.

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The journalist

As a young journalist in the mid 1970s, he began his career with Vatican Radio and Radio Lugano (Italian Switzerland). Between 1977 and 1993, he directed very popular broadcasts for the three main radio channels of RAI. Meanwhile, he started writing for local newspapers and magazines and has been a frequent contributor to “Il Mattino” ,“Il Corriere della Sera” and also for the weekly magazine, “Gente” as well as for numerous specialized music publications. He also wrote specialist articles not only in Italy but also in Spain, England, France, Austria, Germany, the Soviet Union, Switzerland, Tunisia, Egypt, Iraq, Canada, Greece, China, Japan, and Turkey. He is a member of the Italian Musical Critics Association and the Journalists’ Association . He has written texts for the covers of records and for theatre programmes (San Carlo Theatre of Naples, Ente Arena of Verona, Festival of Asolo, Monte-Carlo Opera House, etc.). In the 1980s, he extended his experience becoming Press Office Head for important festivals, such as Maggio Musicale Fiorentino, Sagra Musicale Umbra, Festival delle Nazioni di Città di Castello, Festival Pucciniano di Torre del Lago and the Sagra Malatestiana of Rimini. In 1989 he was appointed head of the press office of the Teatro dell’Opera of Rome where he also established and managed the Publications Office and had several cultural publications printed. He remained a member of the Art Direction Team until 1997.

The Art Adviser and Art Director

In 1987 he returned to his hometown as Art Adviser at the Festival di Fermo where he promoted cooperation with the principal events in Italy and abroad until 1991. He planned the “first performances in modern times” of musicians of 1700-1800, including Cimarosa, Rossini, Donizetti and Cherubini (“première”) and commissioned works by the most famous modern composers, launching the event at an international level. In 1993-1994, he was appointed to the Teatro dell’Opera as assistant to the Art Director, Maestro Gian Carlo Menotti, and put in charge of some sectors of the “Il Teatro dell’Opera per la Città” project. For the Opera of Roma he was in charge of the art direction for the theatre’s tournée in Nagoya, Japan. In 1994 by Government Decree, he was appointed as a new member of the first Board of Experts at the Dipartimento dello Spettacolo della Presidenza del Consiglio dei Ministri for the three-year period from 1994 to 1996. From 1994 to July of 1996 he was Art Adviser to the restored Teatro Ventidio Basso in Ascoli Piceno which re-opened after fifteen years of work on October 15, 1994. There he organized seasons of opera, ballet, symphony performances, and chamber music concerts. In 1995 and 1996 he was Art Secretary of the Festival delle Nazioni in Città di Castello.

The International Artistic Consultant

During the 1997-1998 season, he was also appointed as Artistic Consultant of Production of “Aida,” directed and staged by Franco Zeffirelli, and performed in Japan on the occasion of the inauguration of the New National Theatre of Tokyo. In 2000 Grisostomi Travaglini was appointed by the Ministry of Culture of the Turkish Republic as general manager of the Ankara State Opera and Ballet, concurrently working as Musical Director up to the year 2002. In 2002 he was asked once again to go to Tokyo as director at the New National Theatre for a new production of “Lucia di Lammermoor”. The premiere on October 11 was attended by Their Imperial Majesties, the Emperor and Empress of Japan. In 2004 Tokyo’s “LaVoce inc” invited him to the New National Theatre to direct a new production of “Lucia di Lammermoor”. The performance was staged at the New National Theatre and recorded on DVD. Cast: Mariella Devia, Marcelo Álvarez, Renato Bruson, Carlo Colombara. Conductor Stefano Ranzani. The DVD was released commercially in 2005.

 

The Opera Producer

Since 1982, Vincenzo Grisostomi Travaglini has been called in Italy and many countries worldwide to stage popular opera titles in prestigious locations (Aida, Turandot, Rigoletto, Madame Butterfly, Lucia de Lammermoor, etc…), which are either wide spaces in the open or classical theatre scenes. He has taken advantage of his numerous travels to write articles in various publications, newspapers and magazines as well as holding conferences and seminar communications on special requests all over the world.

The Writer

He wrote a book on the life of Katia Ricciarelli which was published on the occasion of the 25th anniversary of her career. He also authored the book “I Teatri a Roma: Il Costanzi.” He wrote a musical study on Verdi’s opera “Macbeth” which was translated into French and published by Monte-Carlo Opera. His musicological book on “Madama Butterfly” was translated into Spanish for the Puccini Festival in Valencia and was presented to the audience during a conference in Spain. His two other musicological books: “Aida” and “Turandot” were translated into Turkish and published by the Ankara State Opera and Ballet.

http://www.vincenzogrisostomi.com

Olivier Michon reçoit la médaille de Chevalier des Arts et Lettres des mains de Muriel Mayette-Holtz, Directrice de l’Académie de France à Rome

Il était une fois un Amoureux des Arts qui se passionne pour l’Académie de France à Rome. Des années auparavant, il avait rencontré une jolie jeune fille à la Trinité des Monts, Edwige, qui allait devenir son épouse et lui donner trois beaux garçons. Grâce à elle, il devient viticulteur dans le Médoc au merveilleux domaine de Château Livran, et de l’union de ses passions va naître une collaboration extraordinaire avec la prestigieuse institution qu’héberge la Villa Médicis à Rome.

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Olivier Michon et son épouse, Edwige Lurton-Michon

Olivier Michon, va ainsi accompagner pendant de nombreuses années et jusqu’à aujourd’hui encore, expositions, concerts, initiatives et manifestations littéraires, toutes liés à la propagation de la fine fleur de la culture française.

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Olivier Michon, entouré de son épouse Edwige Lurton-Michon, de Muriel Mayette-Holtz, Directrice de l’Académie de France à Rome et de Michelina Terreri

C’est Muriel Mayette-Holtz, l’actuelle Directrice de l’Académie de France qui va reconnaître en lui un mécène aussi discret qu’exceptionnel et lundi 27 juin 2016 à 19h30, en présence de son épouse Edwige et de quelques invités très intimes du couple, elle lui remet avec des paroles qui lui viennent du coeur la médaille de Chevalier des Arts et Lettres en témoignage de la gratitude de la France pour le soutien et l’attention de tous les instants qu’Olivier a toujours eus pour les activités de la Villa Médicis.

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Olivier Michon, entouré de Madame Michelina Terreri et du Prince Sisowath Ravivaddhana Monipong

Je suis fier d’être son ami, sa “tête chercheuse”, comme il aime à me présenter, depuis les quelques quinze années d’une amitié jamais démentie.

Un grand merci au Maestro Vincenzo Grisostomi Travaglini pour les jolies photos !

 

PS: En prime une autre facette d’Olivier Michon: la Cuisine !!!

Enchanting Gala Evening at Castello Grifeo di Partanna in Sicily

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On Saturday 25th June 2016, Prince Giuseppe Grifeo di Partanna decided to gather some friends in the Castle of his ancestors in Partanna, Sicily. Thanks to Dottore Domenico de Gennaro and the “Il MedioEvo” Association, the funds reunited in occasion of this Gala Dinner will be used to restore two wonderful masterpieces of Sicilian Middle Age.

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Prince Giuseppe Grifeo di Partanna greeting his friends: Mrs. Anna Maria Napoli and her husband, Mr. Vincenzo Mendolia, owners of the delicious “Baronessa” Olive Oil and the Della Rocca brothers, Daniele & Massimo, from Martina Franca
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In company of Dr. Domenico de Gennaro and his wife, Dr. Rosalia Crescenti and Onorevole Nino Oddo and his wife

The Grifeo family is one of the most antique and famous names of Sicily. Their ancestor, Giovanni Grifeo the First was rewarded the territory of Partanna in 1091 by Earl Ruggero of Sicily in gratitude for his help to fight against the Arabic invaders and since then, the Grifeo family became “Grifeo di Partanna”.

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Prince Giuseppe Grifeo di Partanna showing me his impressive Genealogy
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Castello Grifeo in Partanna

Their impressive castle was the marvellous settings where many VIPs decided to get together to enjoy the most delightful evening of the beginning of the summer with typical Sicilian dishes and above all, a piano concert by two young and brilliant artists, Luca Lione and Giulia Martiniello, students of Maestro Vincenzo Marrone d’Alberti.

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Luca Lione & Giulia Martiniello, students of Maestro Vincenzo Marrone d’Alberti

 

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Maestro Luca Lione interpreting with grace and sentiment an unforgettable masterpiece of Franz Liszt

Needless to say that this enchanting evening is still alive in our hearts and we are looking forward to going back to this lovely area of the Beautiful Sicily.

All my gratitude and sincere thanks to our marvellous photographer, Mr. Angelo Campus.

Royal Audience granted by Her Majesty Queen-Mother Norodom Monineath Sihanouk to His Highness Prince Sisowath Ravivaddhana Monipong

On Friday 10th June 2016, in Phnom Penh,  Her Majesty Queen-Mother  Norodom Monineath Sihanouk granted me the honour of a Royal Audience in Kantha Bopha Pavillion at 11.00 a.m.

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On this occasion, I presented to Her Majesty my respectful wishes for Her 80th Birthday, which will be celebrated on June 18th and presented the Queen-Mother the special gift that Mr. Ferruccio Ferragamo, Chairman of Salvatore Ferragamo, sent to Her Majesty, knowing that his brand has been the favourite of Queen Monineath for numerous decades.

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Were also present HRH Princess Samdech Sisowath Pongneary Monipong, my beloved Aunt, HRH Princess Samdech Reach Botrey Preah Anoch Norodom Arunrasmy and Her daughter, HRH Princess Norodom Reasmey Ponita.

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Royal Audience granted by His Majesty King Norodom Sihamoni to His Highness Prince Sisowath Ravivaddhana Monipong

On Sunday 1st May 2016, in Phnom Penh,  His Majesty Preah Karuna Preah Bat Samdech Preah Boromneath King Norodom Sihamoni granted me the honour of a Royal Audience in Khemarin Palace at 11.00 a.m.

 

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Kneeling down in front of my Most Revered Sovereign

 

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His Majesty benevolently listening
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Royal Embrace before leaving

Cena cambogiana al Kursaal di Lucio Sestili ad Ascoli Piceno o la gioia di condividere musica e cibo reale con i miei amici Marchigiani

Resto del Carlino copia

Corriere Adriatico copia

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     Vorrei ringraziare calorosamente tutti i miei amici del Kursaal per la loro gioiosa collaborazione, uno staff con il quale mi sono sentito in “famiglia”, cosī come nelle cucine del Palazzo e così come per lungo tempo in Francia, dove al limite del giardino della nostra casa era segnato il confine ideale tra un mondo esterno e la partecipazione e il calore delle nostre tradizioni più care. Musica, canto e cucina con i sapori di Cambogia, un’arte che abbiamo ieri sera condiviso nel segno della più genuina ospitalità Marchigiana. Sara e Simona, Riccardo e con loro la deliziosa, competente e petulante Rita, Monica in una sua rinnovata esperienza nella cucina asiatica, l’affascinante Grazia e la forza tranquilla e sempre sorridente di Philip. Cosa chiedere di più, caro Lucio, sempre attento e misericordioso nell’esaudire ogni desiderio… Ed il nostro desiderio, di Vincenzo e mio, è di ritrovarci presto insieme, nella “generosa” Famiglia del Kursaal, con immutato affetto. Magari, perché no … allietati dalla promessa di una succulenta anatra in umido e buon vino.

http://www.fotospot.it/2015/10/22/50413/a-cena-con-il-principe-ravi/

I Lombardi allo Sferisterio di Macerata nel 2010 : Ricordo di una serata magica !

Articolo di Alessio Ruta nel Corriere dell'Adriatico del 2 Agosto 2010
Articolo di Alessio Ruta nel Corriere dell’Adriatico del 2 Agosto 2010

“Sì, tuona o cielo… Imperversate o turbini…”

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“Sì, tuona o cielo… Imperversate o turbini…” recita Edgardo nel vortice d’emozioni della torre di Wolferag in “Lucia di Lammermoor”…. No! Non è la tempesta annunciata della farsa che alcuni mesi or sono vedeva protagonisti un’Orchestra e un Coro del Teatro dell’Opera che si dicevano licenziati con il “placet” del ministero, da un Campidoglio incompetente e da una sovrintendenza giustizialista … La stagione del Massimo romano si è fatta ed è in corso e la produzione del capolavoro di Donizetti (aprile 2015) ne è uno dei punti di forza. Orchestra e Coro, non più “licenziandi” a dimostrare quel che sembrava non si volesse capire, ovvero che le masse sono il cuore pulsante di un teatro d’Opera, ancor più se Fondazione e questi organismi quando ben guidati possono fare la differenza.

Gaetano Donizetti
Gaetano Donizetti

E così è stato con direttore e concertatore Roberto Abbado e con il maestro del coro Roberto Gabbiani. L’orchestra come non mai sotto la bacchetta dell’elegante, sensibile direttore ha vibrato con intensità espressiva. Tutto era esatto, nei tempi, nelle dinamiche, nelle accurate sfumature espressive; allo stesso tempo attento e partecipe alle esigenze vocali in quella fusione di un dialogo continuo fra palcoscenico e strumentazione dove le emozioni di tanto amore, tradimento e una iniziale oppressione di “ragion di stato”, si alternano scambievolmente in un discorso ricorrente e in un linguaggio, quello donizettiano, che da questo momento in poi segnerà l’evoluzione del melodramma italiano. Il bailamme di un universo tumultuoso accompagna l’alienazione di una mente che ritrova la sua armonia solo nei ricordi di un sentimento negato e il reintegro in orchestra della glassarmonica nella scena della “Pazzia” è stato episodio tra i più mirabili e coinvolgenti. Suggestione appassionante grazie anche all’interpretazione di uno dei due soprani previsti nell’avvicendarsi delle recite romane, il soprano Maria Grazia Schiavo, una giovane cantante che ha percorso le strade del Barocco e di quella che nacque come Nuova Compagnia del Canto Popolare; che di queste esperienze ha fatto scuola per affrontare questo impegnativo ruolo nel quale si è calata con sicurezza, passione e senza mai travalicare quei limiti che da esigenze belcantistiche sono traboccanti d’espressività romantica. Edgardo per eccellenza è il tenore spagnolo José Bros che dalla sua esperienza fa scaturire naturalezza e aderenza al personaggio. Sempre elegante, vocalmente generoso, partecipe.

Il Tenore José Bros col Maestro Vincenzo Grisostomi Travaglini dopo la Generale di "Lucia di Lammermoor", Teatro Costanzi, Roma, 29 Marzo 2015
Il Tenore José Bros col Maestro Vincenzo Grisostomi Travaglini dopo la Generale di “Lucia di Lammermoor”, Teatro dell’Opera di Roma, 29 Marzo 2015

Titolari dei due ruoli protagonistici sono, da citare, il tenore Stefano Secco e il soprano Jessica Pratt di cui hanno avuto modo di parlare le cronache romane. Con loro il baritono Marco Caria che probabilmente avrebbe trovato una ragione del suo personaggio con maggiore attenzione propria o dello staff responsabile di palcoscenico. Questa presentata all’Opera è stata una versione di “Lucia di Lammermoor” che si potrebbe definire filologica se queste termine sempre più non venisse equivocato con una inaridita aderenza al testo originario, bensì lo è stata nello spirito di ricreare musicalmente e nell’ambiente quelle intenzioni di quell’autore e di quel momento culturale che in quanto tale trascende l’epoca. Per rendere questo nella sua compiutezza si deve avere una compagnia adeguata in ogni sua parte e il basso Carlo Cigni (Raimondo) così come il secondo tenore Alessandro Liberatore (Arturo) erano ben lontani da un più coerente discorso d’insieme. Bene il Normanno di Andrea Giovannini. Complesso il ruolo che si è voluto attribuire ad Alisa (Simge Büyükedes) che in quest’opera di “lontananze”, per scelta scenica era una suora indifferente. Questo, dell’indifferenza, era il problema scenico di questa produzione, ovvero quello di un palcoscenico anonimo, grigio, impersonale. L’allestimento era stato affidato al genio di Luca Ronconi che come è noto è venuto a mancare lo scorso febbraio. Il progetto era stato, probabilmente, abbozzato e la realizzazione è stata affidata dopo la sua scomparsa a quello che è lecito pensare fosse il gruppo di lavoro voluto da Ronconi. Il risultato è stato deludente! Neanche un ricordo dell’arte ronconiana in una produzione che ricordava vagamente passati successi del celebre regista, ad esempio i “Dialoghi delle Carmelitane” di Georges Bernanos (1988) con le pareti ed elementi scenici intercambiabili e sarebbero possibili tanti altri riferimenti, relegati ahimè in una nostalgica, involontaria rievocazione avulsa da una qualsiasi attinenza con un progetto legato ad una nuova proposta. Ancora … si vedevano sbarre con dietro coristi in veste d’ “impazienti” in ospedale psichiatrico, ai lati della scena ancora una volta pubblico dell’epoca con costumi che si sarebbero detti di repertorio verdiano e pur sempre tristemente grigi; scenografia inutilmente macchinosa; luci rigidamente monocrome e crepuscolari, nessun intervento significativo che si potrebbe definire registico. Uno spettacolo, in conclusione, contraddittorio dove l’aspetto musicale ha trionfato, a differenza di quello visivo. Ricorderemo Ronconi per ben altri meriti! Per l’Opera di Roma il futuro è sempre nella speranza …

Vincenzo Grisostomi Travaglini

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July 1964: HRH Princess Norodom Buppha Devi and Bruno Forsinetti’s fairy tale love story related in an Italian magazine

General de Gaulle and his wife, together with Ms. Pompidou, greeting HRH Samdech Preah Apyuvareach Norodom Sihanouk and his eldest daughter, HRH Princess Norodom Buppha Devi at Opera Garnier, July 1964
General de Gaulle and his wife, together with Ms. Pompidou, greeting HRH Samdech Preah Apyuvareach Norodom Sihanouk and his eldest daughter, HRH Princess Norodom Buppha Devi at Opera Garnier, July 1964

In summer 1964, HRH Princess Norodom Buppha Devi went on a successful tournée, following Her Father, HRH Prince Norodom Sihanouk in a State Visit in France. This was the first time the Royal Ballet of Cambodia was granted the Opera de Paris as a privileged stage, before the Theatre Sarah Bernhardt (Théâtre de la Ville nowadays).

HRH Princess Norodom Buppha Devi leading the Apsara Ballet at the Theatre Sarah Bernhardt, Paris, July 1964
HRH Princess Norodom Buppha Devi leading the Apsara Ballet at the Theatre Sarah Bernhardt, Paris, July 1964

Obviously, the Italian journalists’ attention was taken by the young couple, HRH Princess Norodom Buppha Devi and Bruno Forsinetti. They were young, beautiful and their story really resembled a fairy tale. Here is the article, which was published in « Tempo », n°29, 18 July 1964

"An Italian for the King's daughter"
“An Italian for the King’s daughter” Lower left: Bruno Forsinetti with HRH Princess Sisowath Monikossoma, eldest daughter of HRH Princess Norodom Buppha Devi. Lower right: the famous Parisian hairdresser Alexandre is adjusting the Apsara Crown for Princess Buppha Devi
"Behind the graceful face of the Princess is hidden a young mother of two children. General de Gaulle himself thought she was a young girl. The unexpected husband is the son of an Italian diplomat."
“Behind the graceful face of the Princess is hidden a young mother of two children. General de Gaulle himself thought she was a young girl. The unexpected husband is the son of an Italian diplomat.”

“Non fidarti del Cielo”, articolo di Francesco Germinario su “Cavalleria rusticana a Phnom Penh”, pubblicato nel numero di Novembre 2018 in “L’Opera International Magazine”

“Non fidarti del cielo, non fidarti delle stelle, / Non fidarti della moglie che dice di non avere amanti… “ ; questo antico detto Khmer sembra adattarsi perfettamente alla novella di Giovanni Verga da cui è tratta l’opera: “Cavalleria Rusticana” con musica di Pietro Mascagni, proposta in “prima” assoluta per il Sud-Est Asiatico a Phnom Penh il 28 e 29 settembre, nell’ambito del Festival di musica promosso dalla catena Sofitel.
Un evento di vaste proporzioni che ha richiamato nella capitale della Cambogia, l’antico impero dei Khmer, un pubblico internazionale e una rappresentanza di alto prestigio, con una significativa rappresentanza della Famiglia Reale presente la sorella maggiore di Sua Maestà il Re: S.A.R. la Principessa Bopha Devi; autorità tra cui il Ministro della Cultura signora Phoeung Sakona che ha fortemente appoggiato l’iniziativa e l’Ambasciatore del Giappone Hidehisa Horinouchi che nell’occasione ha voluto celebrare i 65 anni di relazioni diplomatiche tra l’Impero del Sol Levante ed il Regno di Cambogia.

Promotore dell’iniziativa l’Associazione “Cambodia Opera Project” di recente formazione su iniziativa dell’artista giapponese Ai Iwasaki, formatasi in Italia alla scuola di William Matteuzzi e interprete del ruolo di Santuzza. Sempre di stampo italiano il tenore cambogiano Khuon Sethisak quale Turiddu, che apprese l’arte del canto con Carlo Bergonzi.

“Un canto di popoli”, così è stato definito questo “abbraccio universale” per “Cavalleria Rusticana” con artisti e promotori dal Giappone, Cambogia, Italia, Francia … e nel coro anche dal Camerun e dall’Olanda.

Un’ orchestra di giovani formatasi per l’occasione con partecipanti dal Giappone, dalla rinata scuola di musica classica di Phnom Penh e ancora dalla Thailandia, Francia, Regno Unito, Australia.

Una compagnia veramente internazionale, completata dal baritono giapponese Hideya Masuhara (Alfio), dal contralto giapponese Mari Jinnai e nel ruolo di Lola il 28 settembre il soprano cambogiano Y Marinette e il 29 la giapponese Miki Maesaka. Direttore di un’orchestra quanto mai entusiasta: Jun Lisaka del New National Theatre di Tokyo. Regista per questo evento che ha visto per la prima volta rappresentata in Cambogia un’opera nella sua integralità Vincenzo Grisostomi Travaglini coadiuvato da S.A.R. il Principe Sisowath Ravivaddhana Monipong che nella sua qualità di Ambasciatore della Real Casa di Cambogia ha voluto così favorire un canale privilegiato di scambio tra le culture di diversi Paesi e in particolar modo con l’Italia. Hanno, inoltre, collaborato giovani delle scuole d’arte scenica di Phnom Penh e i bambini orfani che hanno trovato nella musica un nuovo stimolo ed emozionante interesse. Disegno luci di Giovanni Pirandello.

Successo quanto mai clamoroso, per la recita del 28 dedicata ai giovani delle scuole superiori e delle università e per il “gala” con una sala stracolma e standing ovation con un applauso che sembrava non voler terminare.

Photo credits: Koki Tsumura

 

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