“Giochi di potere alla Corte inglese”, un’articolo del Maestro Vincenzo Grisostomi Travaglini, pubblicato in “L’Opera International Magazine”, Marzo 2019, su “Anna Bolena” di Gaetano Donizetti all’Opera di Roma, 22 Febbraio 2019.

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“…Regina delle “Tre regine” o “trilogia Tudor”, la Bolena richiede solisti di indiscusse doti vocali e intrerpretative e tali protagoniste sono le già citate Maria Agresta e Carmela Remigio, inappuntabili nel canto e d’impetuosa e allo stesso tempo misurata immedisimazione. Una progressione sempre appropriata allo svolgersi della drammaturgia con il merito di un palcoscenico che trova protagonismo nell’effettivo divenire dalla fonte letteraria (l’Anna Bolena di Alessandro Pepoli; l’Enrico VIII di Ippolito Pindemente, ovvero l’Henri VIII di Marie-Joseph Chénier) e dal libretto di Felice Romani. Il merito di questo risultato va attribuito al regista Andrea De Rosa nell’essenzialità di una formazione oltre che operistica di teatro di prosa. Ne beneficia il bassoAlex Esposito nel tracciare la parte di Enrico VIII così come visto da Romani e Donizetti, perché se il ruolo è ben delineato, come lo è stato, il personaggio s’inserisce naturalmente nel gioco tra le due donne tra arrogante perversione e moralità altrui, sia pure quest’ultima storicamente relativa se non redenta dalla bellezza del canto…”

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“L’inutilità di fare teoria”, articolo del Maestro Vincenzo Grisostomi Travaglini in “L’Opera International Magazine”, Dicembre 2018 su “Le nozze di Figaro” al Teatro dell’Opera di Roma.

“L’abuso del potere per Le nozze di Figaro secondo Graham Vick, nella nuova produzione al Teatro dell’Opera di Roma, sono l’assunto di quella che vorrebbe essere l’ideologia programmatica del celebre regista inglese per il lavoro di Mozart/Da Ponte. A questo si aggiunge con humour tutto anglosassone una “ingombrante” citazione della metafora inglese, in italica terra ben poco conosciuta: «Elephant in the room», l’elefante nella stanza, che indica una verità palese che però tutti fingono di non vedere perché sconveniente e la cornice è bella che servita: con scene per l’appunto “ingombranti” perché dominate dall’immensa figura dell’elefante, costumi da bancarella a prezzi modici, gli immancabili mimi. Una cornice più che della pittura del quadro, perché si argomenta di apparenza più che di sostanza. Da notare, inoltre, che è stato mantenuto il recitativo di Marcellina del quarto atto: «… Ah! quando il cor non ci arma personale interesse, ogni donna è portata alla difesa del suo povero sesso, da questi uomini ingrati a torto oppresso», con taglio dell’aria “Il capro e la capretta” e la scelta si vorrebbe non casuale e il sostetto è legittimo che si sia mantenuto ad esemplificazione del concetto legato all’oppressione femminile. Donne che ne Le nozze di Figaro, in una diversa interpretazione, sembrerebbero tutt’altro che offese, bensì vincenti!

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S’inizia a luci in sala ancora accese e poi si coreografa l’intera ouverture con donne oppresse dal lavoro, si suppone stuprate o consensienti; figure che torneranno nel “Folto giardino del quarto atto trasformato in una giungla popolata da femmine “desnude” o appese con un laccio alla parete: morte-viventi, senza tralasciare il maniaco errante.

Tutta questa congettura potrebbe essere valutata in contrasto con la regia vera e propria, professionalmente inappuntabile e rigorosa alle indicazioni del libretto, quanto seducente nella vivacità dell’intreccio drammaturgico se non fosse disturbanta, appunto, da tanta forzata, inutile ideologia di contorno. Si vorrebbe concludere che questa pur interessante proposta è la prova di come un certo genere di personale attualizzazione delle messe in scena con temi di sferzante problematica sociale cominci a risultare “stanco”, se non superato. Luci realizzate con sicuro mestiere, ma al risultato generiche.

Maggior pregio della produzione la cura ineceppibile dei recitativi, perfettamente restituiti alle riflessioni, dialogo, stupore degli interpreti e ogni personaggio è tratteggiato registicamente e musicalmente con ammirevole connotazione stilistica. Recitativi accompagnati al fortepiano dallo stesso direttore Stefano Montanari e la sua affinità quale direttore dal cembalo al fortepiano e più precisamente di accompagnatore su tastiere storiche, è lampante.

Qui il maestro si sbizzarrisce, inventa, si diverte e restituisce verità e significato al teatro di parola.

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In orchestra Montanari è creativo, nella scelta dei tempi, nella fusione orchestrale, continuità espressiva e nell’insieme funziona. Nella sua impronta stilistica, eppure, trapelano le sue specificità di cultore di musica antica e barocca e nella dinamica orchestrale si avverte che Mozart è stilisticamente tiranno e molto meno disponibile a libertà interpretative che soprattuto nei finali di atto ne attutiscono la passione.

Compagnia nell’insieme funzionale al progetto, con una punta d’eccellenza nella Contessa di Federica Lombardi e nell’aristocratica disinvoltura, spesso abbigliato con sola vestaglietta e a piedi nudi del Conte di Andrey Zhilikhovsky, in alcune repliche rispettivamente Valentina Varriale e Alessandro Luogo. Per corretta citazione nel ruolo di Susanna si sono alternate: Elena Sancho Pereg e Benedetta Torre; per Figaro: Vito Priante, indisposto alla replica e Simone Del Savio; il Cherubino frivolo dagli abiti da discount di Miriam Albano e Reut Ventorero. Marcellina Patrizia Biccirè; Don Bartolo Emanuele Cordaro; Don Basilio gustosamente transessuale Andrea Giovannini; Don Curzio balbuziente Murat Can Güvem; Barbarina Daniela Cappiello e Rafaella Albuquerque.

Scene e costumi di Samal Blak, luci Giuseppe Di Iorio, movimenti coreografici Ron Howell.

Disinvolto, ben preparato il coro preparato dal maestro Roberto Gabbiani. La trilogia Mozart/Da Ponte iniziata “secondo” Graham Vick la scorsa stagione con il Così fan tutte, si concluderà nel 2019 con il Don Giovanni.”

Vincenzo Grisostomi Travaglini

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L’Opera International Magazine, June 2018 : “Métamorphoses” or Neang Waddhana Devi, an article by Maestro Vincenzo Grisostomi Travaglini

“Métamorphoses” or Neang Waddhana Devi, an article by Maestro Vincenzo Grisostomi Travaglini, published in “L’Opera International Magazine”, June 2018, in Italian language on the last tournée of the Royal Ballet of Cambodia in Switzerland and France in May 2018.

To be noted the marvellous photos taken by Swiss photographer, Helmut Stampfli.

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http://www.centralpalc.com/2018/06/lopera-giugno-2018/

 

“L’olandese volante” di Richard Wagner all’Academia di Santa Cecilia : “Vortice tumultuoso di passioni”

 

 

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“Vortice tumultuoso di passioni”, articolo del Maestro Vincenzo Grisostomi Travaglini nella rivista “L’opera international magazine”, Aprile 2018

 

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“L’elisir d’amore” of Gaetano Donizetti for the first time in Manila: Article of Francesco Germinario in “L’opera international magazine”, November 2017

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29 December 2016, Gala Evening at the Rendano Opera Theatre in Cosenza: Love and Happiness through Music and Arias from Naples to Paris crossing Vienna…

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As reported in “L’Opera – International Magazine” of February 2017, the Opera Theatre of Cosenza, known as the “Rendano Theatre” hosted on 29th December 2016 a unique special Gala Evening, following the napolitan concept of “pastiche”, uniting in one show, music, opera and dance for the pleasure of the public.

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This initiative was due to our Beloved friend, Mrs. Luigia Pastore Fiorentino, who founded the Polimnia Association to promote opera and music, especially for young people (but not only!). She asked Maestro Vincenzo Grisostomi Travaglini and myself to imagine a kind of dream to be put on stage in a form of an oniric trip from Naples to Paris, crossing Vienna in order to lead the public to welcome the new year to come.

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Sweet Silia Valente with the Choir “Sol Vox Cantori” in Traviata “Brindisi”

We decided to put together French Literature with Napolitan poems, “La Veuve Joyeuse” with “La Traviata” and many other jolly and colourful pieces of music and dance, so to have a delightful mixture of glamour and naughty songs to accompany our trip towards the end of 2016.

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Stefano Tanzillo and Sarah Baratta: Love Duetto of Traviata

A marvellous cast of fabulous artists of either music and theatre world gave this creation a special sense of artistic expression, which was definitely appreciated. In my name and the one of Maestro Vincenzo Grisostomi Travaglini, we want to extend our warmest thanks to Maria Carmela Conti, Sarah Baratta, Silia Valente, Glenda Sevald Pirandello, the brothers Stefano and Andrea Tanzillo, Federico Veltri, Luca Bruno, Andrea Bauleo, Pasquale Allegretti Gravina, Rino Amato, Antonio Fratto and his “Sol Vox Cantori” choir, the clarinettists of the Conservatorio “S.Giacomantonio” directed by Giorgio Feroleto, the choreographer Antonella Ciappetta and her dancers, and of course, last but not least, the whole staff of the production, Francesco Liuzi, Giovanni Pirandello, Otello Camponeschi and Fabrizio Onali.

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Our Three Tenors: Stefano Tanzillo, Federico Veltri and Andrea Tanzillo in “Torna a Surriento”
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Young and talented violonist Pasquale Allegretti Gravina

A special mention to our favourite: Adriano Pirandello, 11 years old, who made a fantastic first stage appearance, speaking out and loud a sweet poem of his illustrous ancestor, Luigi Pirandello… about love and time…!

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Adriano Pirandello, “La coscienza amorosa” di Rino Amato: un momento di antologia !
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La seduzione del pipistrello di Antonella Ciappetta e Federico Veltri
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Eleganza e classe di Maria Carmela Conti con Andrea Tanzillo

Many thanks to Mr. Luigi Allegretti Gravina for the nice photos on stage !